il personaggio
Antonino Zichichi: scienziato brillante e polemico, tra riconoscimenti e controversie
Occhi vivacissimi e capelli bianchi arruffati, è stato sicuramente uno dei fisici italiani più popolari
La scomparsa di Antonino Zichichi, fisico delle particelle di fama internazionale, lascia un’eredità scientifica di grande rilievo - dai primi lavori sull’antimateria alla creazione di istituzioni come il Centro Ettore Majorana di Erice e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso - ma anche un vivace dibattito pubblico che negli anni ha spesso diviso la comunità scientifica italiana e internazionale. Era nato a Trapani il 15 ottobre 1929.
Le critiche alla teoria dell’evoluzione
Una delle posizioni più discusse di Zichichi riguarda la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, che il fisico ha più volte definito non rigorosamente scientifica, sostenendo che mancherebbe una descrizione matematica e sperimentale completa del passaggio dalla materia inerte alla vita e poi alla coscienza umana.
Queste affermazioni, pur partendo da una riflessione filosofica sulla natura della scienza, sono state duramente criticate da molti biologi e divulgatori scientifici perché considerate in contrasto con l’ampio consenso sulla solidità dell’evoluzionismo come quadro interpretativo consolidato nelle scienze della vita.
La polemica su questo tema ha raggiunto una certa risonanza pubblica proprio perché Zichichi, pur non essendo biologo, era uno scienziato molto noto al grande pubblico, e ciò ha alimentato dibattiti su come e quando uno scienziato possa intervenire in campi non strettamente di sua competenza.
Clima e scetticismo scientifico
Forse ancora più divisive sono state le sue posizioni sul cambiamento climatico. Zichichi ha sostenuto per anni una visione che contrapponeva nettamente la propria interpretazione a quella prevalente nella climatologia moderna: secondo lui il clima terrestre è dominato dall’attività solare e non esisterebbero prove matematiche definitive del ruolo antropico nel riscaldamento globale.
In una lettera pubblicata su Il Giornale, il fisico criticò ciò che definiva “eco-bufale” e il cosiddetto “terrorismo ambientalista”, affermando che attribuire alle attività umane il cambiamento climatico sarebbe senza fondamento scientifico e parlando di inquinamento culturale piuttosto che di prove scientifiche certe.
Questa posizione è stata fieramente contestata da climatologi e gruppi di ricerca sul clima, secondo i quali i modelli climatici basati su equazioni differenziali, dati empirici e simulazioni hanno documentato in modo robusto un contributo significativo dell’uomo al riscaldamento globale.
Le “eco-bufale” e le reazioni della comunità scientifica
La pubblicazione di una presunta petizione contro le “eco-bufale” - presentata come firmata da scienziati di tutto il mondo - generò un ulteriore scontro: accertamenti successivi mostrarono che molti dei nomi inclusi non avevano effettivamente sottoscritto le tesi sostenute nel testo, né si occupavano di climatologia.
La vicenda fu citata da blog scientifici e commentatori come esempio di come il ruolo dei media, e la semplificazione di temi complessi, possano confondere il pubblico su questioni scientifiche delicate.
Il rapporto con la comunità accademica
Le prese di posizione di Zichichi non rimasero senza reazioni all’interno della comunità accademica. Alcuni colleghi, come il matematico Piergiorgio Odifreddi, hanno pubblicamente criticato le sue affermazioni, accusandole di confondere filosofia, fede e scienza in modi che rischiano di indebolire la comprensione pubblica della ricerca scientifica.
Molti altri, pur riconoscendo l’importanza delle sue realizzazioni sperimentali e istituzionali, si sono distanziati dalle sue opinioni su temi come evoluzione e clima, sottolineando che tali questioni sono oggetto di appositi campi di studio con metodi e criteri specifici.
Un’eredità complessa e controversa
Alla luce delle sue dichiarazioni e delle risposte che hanno suscitato, la figura di Antonino Zichichi resta complessa e sfaccettata: da un lato la statura di uno scienziato che ha plasmato infrastrutture e carriere; dall’altro, un divulgatore capace di spaziare oltre i confini della fisica con opinioni ampiamente criticate dal mondo scientifico specializzato.
In una comunità scientifica sempre più multipolare e specializzata, il caso Zichichi solleva domande importanti su come si costruisce, si comunica e si difende il consenso scientifico, e su quale sia il ruolo pubblico di figure carismatiche quando parlano di argomenti che vanno oltre il proprio campo di expertise.


