28 febbraio 2026 - Aggiornato alle 10:41
×

Mafia

I nuovi assetti e gli scarcerati a Picanello: quei due boss del piano di fuga di Nitto

28 Febbraio 2026, 07:35

09:16

Operazione Orfeo, rintracciati i latitanti

1485961260489_1618672492557

Seguici su

 

Le carte parlano. Anzi raccontano. E possono essere una pezza d’appoggio per cercare di comprendere i possibili scenari di potere e riassetto di un gruppo criminale dopo il duro colpo di un blitz. Nelle motivazioni della sentenza Oleandro si fa il nome di un boss, che è tornato in libertà nel 2021 e quindi dopo l’arresto di Salemi del 2020. Il nome è Francesco Sutera - meglio conosciuto a Picanello come “Franco” - che «è stato scarcerato - mette nero su bianco il gup - dopo condanne per associazione mafiosa, estorsione e omicidi».

Dietro le sbarre Franco Sutera ha trascorso quasi trent’anni. Salemi, si legge nelle pagine del verdetto, avrebbe garantito lo stipendio a Sutera. La prova, per il giudice Currò, arriverebbe dalla visione delle telecamere installate dai finanziari davanti casa che ha permesso di immortalare l’arrivo della moglie e del figlio di Sutera. A Picanello è stato avvistato anche Ottavio Catania, che è tornato in libertà anche lui dopo una lunga detenzione. Sutera e Catania furono coinvolti negli anni Novanta nel blitz Chiaraluce: furono accusati di avere in pianificato l’evasione di Nitto Santapaola dal carcere di Bicocca durante un “trasferimento” pilotato in ospedale. I pm lo scoprirono attraverso alcune intercettazioni che avevano per protagonista Lello Quattroluni (a cui recentemente è stata sospesa l’esecuzione della pena per motivi di salute).

La moglie di Sutera è una Cristaldi. E quindi parente di Venerando Cristaldi, un altro boss di peso di Picanello che è in libertà da tempo. Ma fra gli scarcerati da citare c’è anche Santo Tudisco che, secondo il pentito Antonio D’Arrigo, avrebbe assunto per un breve periodo il comando del gruppo dopo l’arresto di Saro Tripoto (altro uomo in libertà) nel blitz Summit del 2009.