La proposta
Dal degrado alla rinascita: «L'ex Consorzio agrario di Catania sia acquisito dal Comune e diventi sede del Conservatorio»
Parla Angelo Litrico (Comitato civico Federico II): «Si tratta di un edificio storico degli anni ’30, è sotto tutela della Soprintendenza»
L’ex Consorzio agrario di via Cristoforo Colombo, dove sabato scorso è stato ritrovato il corpo senza vita di Elisabeta Boldijar, morta a 36 anni in circostanze ancora da chiarire, non è solo un rudere in stato di abbandono. «È anche un pezzo di storia industriale di Catania, realizzato da uno dei più importanti architetti degli anni ’30, Francesco Fiducia, che gli diede un’impronta in stile razionalista. E infatti ha una tutela dalla Soprintendenza».
Lo dice Angelo Litrico, fondatore con Marco Failla del Comitato civico Federico II. Il gruppo civico ha tra i suoi scopi il rilancio di San Cristoforo e, con l'aiuto dell'associazione Collegium Musicum, la parrocchia Angeli Custodi e l'associazione "La prima", ha studiato la storia di quell’edificio, interessandosene ben prima del delitto.
«Si trova in un punto strategico, a due passi dal centro e dal mare. Sarebbe una nuova sede perfetta per il Conservatorio Vincenzo Bellini».
La proposta è stata fatta già a febbraio del 2025 all’ente con un dettagliatissimo documento nel quale si ricostruisce la storia di quel grande edificio che su una superficie di 7.000 metri quadri sta tra via Cristoforo Colombo, via Aretusa e via Grimaldi.
«Il Conservatorio ha risposto con grande interesse. Abbiamo anche presentato il progetto al Comune nell’ambito del Progetto Caivano. Una proposta che è stata giudicata interessante anche dall’Amministrazione, ma il problema a oggi è la complessa vicenda burocratica», spiega Litrico. Si tratta, come ricostruito nei giorni scorsi da questo giornale, delle vicissitudini della Sidoti Acque Srl, società appartenuta all’ex deputato di An Luigi Sidoti che rilevò l’immobile dal Consorzio Agrario nel 2001 per farne un albergo anche grazie a 14 milioni di fondi pubblici.
«Per quanto ne sappiamo il progetto si è arenato per i vincoli. Oggi l’azienda non è più operativa e il Comune dovrebbe acquisire l’immobile, operazione non semplice. Ma certamente fattibile».
I grandi locali potrebbero divenire sale per le prove, per rappresentazioni, per servizi di varia natura. «Io sono insegnante di musica - prosegue Litrico - e so che da quando l’Istituto musicale Bellini è diventato conservatorio statale sono aumentate anche le esigenze di spazio. Un esempio è che, oltre alla storica sede di via Sacro Cuore, da tempo si fa uso dei locali del vicino istituto Ardizzone Gioeni».
Spostare l’attività a due passi dal centro sarebbe però soprattutto un grande passo avanti per la zona. «Io abito adesso a poche centinaia di metri, da bambino abitavo invece proprio accanto al Consorzio agrario, nel cui cortile giocavo con altri bambini. Da anni quel luogo, splendido nel 1938 quando fu inaugurato con una facciata simile a quella della vicina sede di Enel e mai restaurato dalla seconda guerra mondiale, è credo il principale problema dell’area. Diverrebbe il centro di una serie di possibili interventi nell’area, ci sono tanti edifici industriali che potrebbero diventare un nuovo centro cittadino. E i fondi ci sono: è stato stimato un costo da 5 milioni per un recupero».
Litrico conclude: «Il dialogo con Conservatorio e Comune va avanti, spero riusciremo ad arrivare all’obiettivo».

