le indagini
Suicidio in cella di Bernardo Pace: verbali svelano i legami tra Messina Denaro e il "sistema" mafioso lombardo
Il processo su mafia siciliana, 'Ndrangheta e Camorra in Lombardia e collegamenti con il superlatitante di Castelvetrano
Bernardo Pace, 62 anni, originario di Trapani ma legato al mandamento di Castelvetrano, si è impiccato lunedì scorso nel bagno della sua cella nel carcere torinese. Condannato a gennaio a 14 anni e 4 mesi, aveva iniziato a collaborare con la Dda di Milano rivelando connivenze tra Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra.
Pace, malato di cancro e forse temeroso di essere avvelenato, ha lasciato due verbali che scuotono le indagini sul "sistema mafioso lombardo". Emergono i legami con Matteo Messina Denaro, il superlatitante arrestato nel 2023: Pace ha confessato incontri milanesi tra il boss e il cugino Paolo Aurelio Errante Parrino, vertice del network lombardo, allo studio di un avvocato ormai defunto.
Verbali coperti e nomi pesanti
Parte dei verbali è oscurata da omissis. Il procuratore Marcello Viola e i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane interrogano Pace su politici locali e nazionali: "Ci sono...", risponde lui, prima del velo di segretazione. Spunta Giuseppe Fidanzati, "Ninni", figlio del capomafia palermitano Gaetano, condannato a 14 anni e attivo a Milano.
Le indagini documentano summit a Terrasini, Palermo e Campobello di Mazara nel 2021, con i Pace – padre e figli Domenico e Michele e Errante Parrino. I carabinieri riprendono la "banca clandestina" a Cinisello Balsamo: crediti fittizi, fatture false, contanti per Errante, informato ai piani di Messina Denaro.
Reti familiari e affari oscuri
La colonia castelvetranese tra Legnano e Abbiategrasso ruota attorno a un'associazione ludica presieduta dall'avvocato Giovanni Bosco, morto lo scorso aprile, marito della sorella di Errante Parrino e parente dei Messina Denaro. Emergono lutti familiari, come la morte di Gaspare Allegra, nipote del boss, e documenti WhatsApp per Vito Panicola, figlio di Patrizia Messina Denaro.
Scontri con i Pace su investimenti irrisolti coinvolgono l'avvocato Antonio Messina, massone, "Solimano" nelle lettere del latitante, accusato di gestire la cassa mafiosa. Pedinato al bar San Vito di Campobello, vicino alla casa di Messina Denaro, Messina vanta un passato di condanne per sequestro e droga, scagionato dall'omicidio del giudice Ciaccio Montalto.
La Procura di Torino indaga sul cavo usato per l'impiccagione, mentre Milano approfondisce il "patto" per accumulare ricchezze illecite. Questo suicidio getta dubbi sulla sicurezza carceraria e sulle rivelazioni di Pace, potenzialmente decisive contro la mafia emigrata.


