I nodi della Sinfonica
Foss e Astoria, le carte accendono la polemica
Da mesi è urgente trovare una sede alternativa a causa dei prossimi lavori. Scontro tra l’opposizione e il sindaco
A novembre dell’anno scorso era noto, sia al Comune che alla Foss, che l’Orchestra Sinfonica Siciliana avrebbe dovuto togliere tende e sipari dal Politeama in procinto di essere restaurato, per trovare con urgenza una sede alternativa. A novembre dell’anno scorso, qualche giorno più tardi, viene reso noto l’acquisto per circa un milione di euro dell’ex cinema Astoria da parte di una società, poi divenuta srl: in compagine la Neaimmobiliare srl che fa capo a Dario Mirri, la Lim srl con amministratore unico Giuseppe Angilella, e la Educam srl di Giusi Nicastri.
Una coincidenza temporale e documentale che porta pezzi di Ars e di consiglio comunale dritto alla prospettiva concreta che l’Orchestra vada ad alloggiare proprio all’Astoria, che intanto è in pole position, dopo l’avviso pubblico con un solo altro concorrente in evidente svantaggio strutturale e logistico, per l’affitto da parte dell’altra Fondazione, quella del Massimo. Cioè la futura “gemella” in virtù del ventilato cambio di governance della Sinfonica, con il sindaco pure alla presidenza del Politeama. Eppure il sindaco, l’Astoria aveva provato a comprarlo, con numerosi “assalti” fin dal 2023, per i quali il Patrimonio aveva anche appostato i soldi in via previsionale. Non se ne fece nulla, per l’arenamento della modifica del piano delle alienazioni e poi per la mala sorte toccata all’ordine del giorno nel quale quell’emendamento era stato trasfuso.
Il carteggio: del 6 novembre l’ok della Ragioneria generale sulla proposta di giunta - diventata delibera il 4 dicembre - per un “Accordo di collaborazione tra Comune e Soprintendenza”, in vista dell’esecuzione dell’appalto da 15 milioni di euro per i restauri della volta e delle decorazioni della sala, degli stucchi e delle decorazioni di foyer, sala rossa e sala gialla, manutenzione straordinaria delle coperture, impianti antincendio ed efficientamento energetico. Il 12 novembre, l’ex commissario straordinario della Foss, Margherita Rizza rileva: «Poiché è ragionevole ritenere che i lavori comporteranno la chiusura, appare necessario individuare una sede sostitutiva. Si chiede all’amministrazione la disponibilità di attivarsi». Riferimento alla «sospensione delle attività» pure dall’ufficio Centro storico, che il 24 novembre dichiara incompetenza per «l’individuazione di spazi alternativi». Fonti di Palazzo delle Aquile, in queste ore, confermano la necessità di trovare una sede temporanea «seguendo le procedure di legge».
I consiglieri Giulia Argiroffi e Ugo Forello di Oso, che hanno chiesto accesso agli atti dell’organismo di vigilanza del Massimo, dovranno attendere il parere richiesto da Lagalla alla segreteria generale per «delineare il perimetro di estensione dell’accesso». Così la loro nota: «La ricostruzione che emerge dalla successione di atti e date restituisce un quadro nel quale le scelte amministrative appaiono orientate alla tutela di interessi privati riconducibili all’ex cinema Astoria. Dinamica di oltre tre anni, che sembra funzionale a sostenere una costruzione già definita, piuttosto che l’interesse pubblico, con il coinvolgimento di ulteriori livelli istituzionali, inclusa la Regione».