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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 08:10
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L'intervista

Il sindaco di Catania vuole rivedere il mare: «La spiaggia del Caito sarà accessibile»

Enrico Trantino annuncia il recupero dell’area vicino al Porto Rossi e riporta nel dibattito il tema del waterfront: «Di eliminare i binari ferroviari, che separano la città dal mare, parlerò con Salvini nei prossimi giorni»

27 Aprile 2026, 07:31

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Il sindaco di Catania vuole rivedere il mare: «La spiaggia del Caito sarà accessibile»

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Una città che deve ritrovare il proprio rapporto col mare. E il ciclone Harry «lo ha evidenziato. Usiamola come opportunità». A dirlo il sindaco di Catania Enrico Trantino che prende ad esempio uno degli episodi simbolo delle devastazioni dello scorso gennaio, ovvero la distruzione della strada del Caito, quella che a due passi da piazza Europa porta al Porto Rossi. «Resto laico su quanto decide di fare l’assessorato regionale con i fondi per ricostruire. Ma io voglio che quella spiaggetta che abbiamo riscoperto diventi pubblica, con un accesso pedonale. E che magari si crei un parco naturale che scenda fino al mare». Non sono solo “visioni”, ma argomenti sui quali, assicura, c’è già una valutazione in corso. Ed è legata ai lavori appena iniziati per la rifunzionalizzazione del lungomare, quelli che porteranno all’abbattimento del ponte di Ognina: «Abbiamo dato mandato all’Università di Catania di valutare la consistenza della strada, di verificare se in aree come, ad esempio , piazza Nettuno ci sia modo di fare una operazione di recupero dell’accesso al mare dal sedime. Mi piacerebbe anche vedere balneabile la spiaggetta vicina al porticciolo di Ognina.» Ma un altro progetto, esattamente come per quanto riguarda la spiaggia del Caito, è per il sindaco fattibile. Ovvero realizzare «una discesa a mare in piazza del Tricolore, dove c’è questa enorme buca». L’idea è quella di eliminare cemento e asfalto e, seguendo un modello «che ho visto realizzato ad esempio in Cile, fare lì una discesa con una scala. Che nel nostro caso sarebbe in pietra lavica».

Si tratta di idee realizzabili, «sempre in attesa degli esiti degli studi», con i fondi - in totale 11,7 milioni di euro - già stanziati per Ognina. Si potrà quindi intervenire in tempi brevi. Solo che questo, come dice lo stesso primo cittadino «non basta». Il sogno è quello di vedere una città con un vero waterfront accessibile, qualcosa ancora irrealizzabile perché «il completamento del “nodo Catania” ferroviario è di fatto bloccato perché chi sta a capo del ministero delle Infrastrutture ha come priorità il Ponte. Ma interrare i binari non sarebbe solo qualcosa di estetico, permetterebbe di completare il progetto del doppio binario in tutta la Sicilia orientale fino a Palermo». Servirebbero, secondo le stime «1,2 miliardi di euro, almeno», e il sindaco dice chiaro che la proposta di riprendere questa grandiosa opera la porterà al tavolo del ministro. «Mi auguro di incontrare Matteo Salvini già all’inizio del mese prossimo» - riferisce - per parlare proprio di questo. Nel frattempo il tema deve tornare nel dibattito pubblico». Eliminare i binari in superficie permetterebbe di avere un accesso diretto alla scogliera, creando di fatto un nuovo lungomare. E non sarebbe, per il sindaco, che un vantaggio per tutti, anche per le Ferrovie dello Stato a cui l’area fa riferimento. «Per loro sarebbe un grande asset di sviluppo immobiliare». Trantino rassicura: «Non parlo di nuova cementificazione, ma del riutilizzo di quegli edifici per altri scopi. Penso al deposito circolare, per me una struttura architettonicamente bellissima che si affaccia sul mare. Potrebbe avere tanti usi alternativi, come un albergo, o un centro culturale».

Restano però altri “nodi”, oltre quello ferroviario, e riguardano gli edifici che sul mare, lungo il viale Africa, già si affacciano, e al momento sono abbandonati. «Il consorzio agrario - riferisce - come si sa è privato, specificamente dei Virlinzi, e penso attendano di capire cosa possano farci». Risolvere il nodo ferroviario, quindi accellerebbe anche l’investimento privato. Ma c’è un altro edificio a pochi metri che è simbolo dell’abbandono di quell’area, ed è «proprietà del Comune. Sto parlando del grande complesso noto come “Ciminiere 2”. Io, se quell’area non sarà necessaria alla Cittadella giudiziaria che si sta realizzando lì vicino, e siamo in attesa di avere una risposta in tal senso dal Tribunale e quindi dal Ministero della Giustizia, vorrei che in futuro diventasse una nuova sede del Teatro Stabile, facendone un “polmone culturale” in continuità con le Ciminiere».

Quanto alla scelta di realizzare la Cittadella giudiziaria invece, Trantino rivendica la scelta. «Come molti, avrei potuto oppormi dicendo “è stata una scelta dell’allora sindaco Enzo Bianco”. Invece no, l’ho approvata, perché non aveva senso spendere milioni per realizzare una piazza vicino al mare, ma dalla quale il mare non si sarebbe visto perché in mezzo ci sono dodici binari. Sarebbe stato come piazza Cannavò, poco più avanti, che è poco vissuta dai catanesi».

In realtà il tema del rapporto con il mare non è mai cessato in città, come testimoniano i ricorsi presentati da tante associazioni catanesi contro l’espansione verso nord del porto, come previsto dal nuovo piano regolatore stilato dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale (Adsp) che in questi giorni sarà oggetto di votazione alla Camera per un benestare fondamentale. E sul quale il Movimento Cinque Stelle ha annunciato per domani una conferenza stampa, con al centro l’idea di una nuova area da cementificare a ridosso della Scogliera D’Armisi. Trantino però puntualizza di essere sul tema «d’accordo con Di Sarcina, il presidente dell’Adsp: sarebbe solo uno sviluppo per la città ospitare grandi yacht di lusso, non per fare un favore agli imprenditori, ma per la città. Peraltro si costruirebbe non sulla scogliera ma lungo in un’area già cementificata. Si tratta di pregiudizi ideologici. E non va in contrasto con il recupero del rapporto della città con il mare».

Il primo cittadino in conclusione tiene però a precisare: «Non vorrei passasse il messaggio che sono un decisore unico. Sono proposte che sottopongo alla città». Proposte che, se realizzate, cambierebbero però per sempre il volto di Catania ricucendo anche un dibattito che va avanti da decenni. Sarà Trantino il sindaco che verrà ricordato per aver restituito il mare ai catanesi? «Se avessi i soldi, lo farei subito. Ma vorrei soprattutto che in questa città la si smettesse di ragionare con pregiudizi». E novità si attendono anche per la Plaia: «Presto arriverà Pudm, il Piano per l’utilizzo del demanio marittimo», conclude.