La requisitoria
L'"angelo della morte" in corsia: la Pg chiede la conferma dell'ergastolo per l'infermiere Villani Conti
Il processo davanti alla Corte d'Assise d'Appello. Hanno discusso anche le parti civili che hanno aderito alle richieste di pena dell'accusa
Confermare la condanna all'ergastolo. Questa la richiesta avanzata alla Corte d'Assise d'Appello dalla Procura Generale, rappresentata dalla sostituta pg Miriam Cantone e dalla pm (applicata) Alessandra Russo, nei confronti di Vincenzo Villani Conti, accusato di due omicidi. L'uomo, originario della Calabria, quando era infermiere al Cannizzaro di Catania avrebbe ucciso due pazienti somministrando dosi massicce di Diazepam e Midazolam tra dicembre 2020 e gennaio 2021. Come un "angelo della morte" durante le notti in corsia si sarebbe impossessato in modo illecito dei farmaci rubandole dalle scorte dell’ospedale e poi avrebbe iniettato il cocktail letale alle due donne. La magistrata Russo, che ha seguito il caso fin dalle indagini, ha discusso la requisitoria stamattina sviscerando il quadro accusatorio. Ha insistito sulla condanna anche la Pg Cantone che ha depositato una memoria scritta.
Il processo di Appello si è allargato con un'acquisizione documentale prodotta dalla difesa afferente il percorso clinico e psicologico che sta seguendo l'imputato, difeso dall'avvocato Salvatore Liotta. Quest'ultimo discuterà nel corso dell'udienza del 7 luglio.
Il processo di primo grado fu particolarmente complicato perché fu anche nominato un collegio peritale per valutare la correlazione fra la somministrazione dei farmaci e l'evento morte. Una correlazione che scientificamente non poteva essere provata ma nemmeno esclusa. Dall'autopsia disposta dalla procura, all'epoca delle inchiesta condotta dalla squadra mobile, emerse nei due cadaveri presenza delle due sostanze.
Oggi hanno discusso anche le parti civili. I legali dei familiari delle vittime si sono associati alla richiesta della Pg. Anche l'avvocato Eleonora Baratta, in rappresentanza del Cannizzaro, ha aderito alla richiesta delle sostitute Cantone e Russo. La penalista ha però sottolineato alla Corte d'Assise d'Appello che nel caso in cui venga ritenuto esistente un ragionevole dubbio sulla colpevolezza per l'omicidio, essendo state riscontrate le benzodiazepine, non indicate in cartella clinica e controindicate, nei due cadaveri non può dubitarsi che si sia certamente conclamato il furto di midazolam e diazepam a danno del Cannizzaro. Azienda ospedaliera fortemente danneggiata anche dal clamore mediatico del caso.


