L'udienza
Il pentito Avola accusato di calunnia per aver accusato i boss di Cosa Nostra catanese per le stragi: parlerà nella prossima udienza
Il killer del clan Santapaola di Catania è stato portato davanti al gup di Caltanissetta dopo l'archiviazione dell'inchiesta partita dalle sue dichiarazioni
Il collaboratore di giustizia Maurizio Avola è accusato di calunnia nei confronti di alcuni dei vertici di Cosa Nostra catanese. Il killer dei Santapaola, alcuni anni fa, si è autoaccusato di aver partecipato alla strage di via D’Amelio e ha accusato Aldo Ercolano, Marcello D’Agata ed Eugenio Galea (che si sono costituiti parte civile) per le bombe che hanno ucciso il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta il 19 luglio 1992. E ci sono dichiarazioni anche sul tritolo di Capaci che portò alla morte il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti di scorta, il 23 maggio di 34 anni fa. Quelle indagini sono state archiviate poiché il pentito è stato ritenuto non credibile. Avola, difeso nuovamente dall’avvocato Ugo Colonna (la cui posizione è stata archiviata), ha chiesto di accedere al rito abbreviato, ma ha anche chiesto al gup di Caltanissetta la possibilità di parlare. Il giudice ha aggiornato l’udienza al prossimo 25 giugno. In quella data Avola parlerà. Per ore.
Calunnia, Avola dal gup I capimafia vogliono costituirsi parte civile
Il fratello. Ha fatto istanza anche Salvatore Borsellino in veste di soggetto danneggiato Il rinvio. Il giudice ha dato appuntamento in aula al prossimo 7 maggio per sciogliere la riserva
