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24 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:27
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IL RISIKO DEGLI SCALI

Da Abu Dhabi ai Benetton, chi vuole comprare l'aeroporto di Catania: ecco la fila dei pretendenti (e il nodo Comiso)

Al via la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte dei potenziali investitori, propedeutica alla pubblicazione del bando vero e proprio

24 Aprile 2026, 12:42

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Da Abu Dhabi ai Benetton, chi vuole comprare l'aeroporto di Catania: ecco la fila dei pretendenti (e il nodo Comiso)

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Adesso è ufficiale. Come abbiamo scritto sul giornale di oggi e pubblicato in un articolo online, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato lo schema per la procedura di selezione finalizzata alla cessione del pacchetto azionario di maggioranza della SAC, la Società Aeroporto Catania che gestisce gli scali di Fontanarossa e Comiso. L'approvazione ministeriale rappresenta un ulteriore avanzamento nel percorso già delineato dall'assemblea dei soci a marzo 2025 e si inserisce nella strategia complessiva di SAC volta a rafforzare il posizionamento competitivo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. 

Il via libera del MIT sblocca la fase più concreta del processo: la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte dei potenziali investitori, propedeutica alla pubblicazione del bando vero e proprio. Un percorso costruito con il supporto di advisor di primissimo piano: Mediobanca per gli aspetti finanziari, Gianni & Origoni per l'assistenza legale, Steer per la componente industriale e tecnica.

Affare da oltre mezzo miliardo

Con un valore stimato tra i 500 e i 600 milioni di euro, l'operazione prevede la cessione di una quota di maggioranza compresa tra il 51% e il 66% del capitale. I soci pubblici — Camera di Commercio del Sud Est Sicilia (60,64%), Città Metropolitana di Catania (12,13%), IRSAP (12,13%), Libero Consorzio di Siracusa (12,13%), Comune di Catania (2,02%) e Comune di Comiso (0,96%) — manterrebbero dunque una minoranza di riferimento.

Secondo la tabella di marcia, il processo inizierà con una fase di prequalifica, seguita da una fase di offerte non vincolanti e infine da una fase conclusiva che porterà alla presentazione di offerte vincolanti. Un percorso che, stando ai tempi tecnici, potrebbe concludersi entro fine anno.

La fila dei pretendenti

L'attrattività dello scalo etneo — quinto in Italia per traffico con oltre 12 milioni di passeggeri (dati 2024/2025) e un fatturato di 122 milioni di euro con crescita del 18% sull'anno precedente — ha già fatto scaldare i motori a una platea di investitori di livello internazionale.

Il fondo sovrano di Abu Dhabi, ADQ, ha manifestato un interesse preliminare concreto, vedendo in Catania un asset strategico per entrare nel mercato aeroportuale europeo. Anche il colosso spagnolo Aena, tra i principali operatori aeroportuali al mondo, è tra i nomi caldi per la gara.

Sul fronte nazionale, l'indiscrezione sull'interesse del gruppo Mundys - realtà internazionale attiva nel settore autostradale e aeroportuale - è reale, ma ancora tutta da tradurre in fatti: nessuna acquisizione, nessuna firma, solo un'attenzione industriale in vista di una gara che potrebbe portare alla cessione di una quota tra il 51% e il 66%. Mundys, ex Atlantia e holding dei Benetton, controlla già Aeroporti di Roma e gli scali della Costa Azzurra.

Nei mesi scorsi erano stati segnalati anche l'interesse di F2i tramite 2i Aeroporti — già presente a Linate, Malpensa, Napoli, Torino, Trieste e Bologna — oltre a quello dei gruppi francesi Aéroports de Paris e Vinci Airports, e del gruppo argentino Corporación América di Eduardo Eurnekian, gestore di una cinquantina di scali nel mondo tra cui Firenze e Pisa.

Il nodo Comiso e le resistenze locali

Il processo non è privo di attriti politici. La privatizzazione della SAC accende lo scontro politico e apre interrogativi pesanti sul futuro dell'aeroporto di Comiso. Al centro del dibattito la posizione della sindaca Maria Rita Schembari: «L'orientamento del Comune di Comiso, così come mi risulta del Comune di Catania, è quello di non cedere nulla delle quote».

Una posizione che complica il quadro, anche se le quote dei due Comuni rappresentano una frazione marginale del capitale e non avrebbero potere di veto sulla cessione della maggioranza.

I piani di sviluppo

Il futuro partner sarà chiamato a sostenere un piano infrastrutturale ambizioso: 340 milioni di euro che includono l'interramento della linea ferroviaria per permettere la costruzione di una nuova pista di volo più lunga. La versione più ampia del masterplan originario, che prevedeva 650 milioni di euro entro il 2030 per una nuova pista da tre chilometri e due nuovi terminal, resta sullo sfondo come scenario di sviluppo a lungo termine.

«L'approvazione dello schema da parte del MIT rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita di SAC e nello sviluppo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale» hanno dichiarato Anna Quattrone, presidente di SAC, e Nico Torrisi, amministratore delegato. L'obiettivo, spiegano i vertici, è valorizzare il potenziale degli scali di Catania e Comiso «incrementandone la capacità attrattiva a livello nazionale e internazionale e contribuendo alla crescita economica e turistica di tutta la Sicilia».

La partita è aperta. E i big del settore sono in attesa del bando.