Imprese
L'industria del Mezzogiorno guarda all'Europa: il modello Catania al centro del confronto Confindustria-Svimez
Dal polo tecnologico alle Pmi, la Sicilia cresce trainata dall'export. La sfida ora è superare gli ostacoli dell'insularità e valorizzare i poli produttivi
Il tessuto produttivo meridionale è pronto a inserirsi stabilmente nelle grandi trasformazioni comunitarie. Questo è il tema centrale emerso durante il seminario catanese «Industria - Europa - Sud. Analisi e prospettive», organizzato da Confindustria e Svimez a margine di un ciclo di visite presso realtà d'eccellenza come STMicroelectronics, 3Sun e Netith. Il vicepresidente della Svimez, Gian Paolo Manzella, ha sottolineato come l'ecosistema locale dimostri che restare «sintonizzati» sulle dinamiche europee generi risultati tangibili, grazie a una sinergia vincente tra mondo universitario, territorio e strategie continentali.
Un quadro incoraggiante è stato tracciato anche dal consigliere scientifico Carmelo Petraglia, il quale ha evidenziato come le recenti performance economiche della Sicilia abbiano superato la media nazionale, trainate dall'export e dagli investimenti. Tuttavia, questo slancio deve ora misurarsi con le incognite legate alla crisi energetica, ai costi dell'insularità e al persistente nodo della fuga di competenze. Per consolidare la ripresa diventa quindi cruciale «agganciare pienamente l’industria siciliana alle grandi transizioni europee», puntando su politiche selettive per filiere strategiche come l'elettronica, il biotech, le rinnovabili e l'agroalimentare.
In questo scenario, le piccole e medie imprese giocano un ruolo da protagoniste per la loro capacità di adattamento e diversificazione. Come evidenziato da Marco Causarano, presidente della Piccola Industria di Confindustria Catania, accanto ai grandi player opera un solido sistema imprenditoriale che, se adeguatamente supportato, può affrontare le sfide dei mercati con forza e autonomia. Un rilancio che, conclude Causarano, deve necessariamente passare anche per una efficiente gestione e riqualificazione delle aree industriali, definite senza mezzi termini «i veri polmoni produttivi del territorio».

