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La Festa

La ricetta tradizionale del "Cucciddatu" di San Giuseppe con la salsiccia e il caciocavallo ragusano

A Scicli, da oggi a domenica, la Cavalcata di San Giuseppe, lo splendido corteo con i cavalli bardati di fiori

13 Marzo 2026, 10:05

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La ricetta tradizionale del "Cucciddatu" di San Giuseppe con la salsiccia e il caciocavallo ragusano

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La Festa di San Giuseppe in Sicilia è ricca di tradizioni, di feste, di manicaretti realizzati proprio per quella occasione. Dalle tradizionali crispelle di riso (diffise nella zona orientale) agli sfinci di San Giuseppe (presenti in quella occientale), le zeppole di San Giuseppe. La tradizione prevede di allestire le tavole, o gli altari, di San Giuseppe, tavolate votive per offrire cibo ai poveri della comunità in onore della Sacra Famiglia. Una tradizione antica in cui non manca mai il pane, considerato la ricchezza della tavola.  Il pane lavorato è il protagonista, con forme simboliche come cuori, bastoni di San Giuseppe e il "cucciddatu" decorato, benedetti e donati a chi ha bisogno. Nelle tavole di San Giuseppe i piatti tipici sono il macco di fave, la pasta con i ceci, le verdure, i carciofi, le arance e i dolci. Le "vampe" che accompagnavano il cammino della Sacra famiglia - la festa rievoca la Fuga in Egitto - sono scomparse, ma la tradizione di san Giuseppe resiste in numerosi centri della Sicilia.

Resiste, ad esempio, la Cavalcata di San Giuseppe a Scicli - da oggi a domenica 15  marzo - in cui i cavalli  nella parata del sabato sera hanno straordinarie bardature di fiori, unendo la tradizione dell'inizio della primavera alla festa religiosa. Nei dammusi si intessono migliaia di violaciocche creando quadri sacri con simboli o con la sacra famiglia. Non mancano i gigli di San Giuseppe  che sbocciano in questi giorni. Il corteo di cavalli e cavalieri si snoda tra le vie della città dove sono sono accese le vampe, i falò vicino ai quali ci si raggruppa in attesa del passaggio della Sacra famiglia e ogni anno viene premiata la bardatura più bella. Quest'anno la Cavalcata è stata anticipata a causa del referendum, ma la festa religiosa  con la statua di San Giuseppe proseguirà fino al 19 marzo.

E' il momento in cui  le famiglie preparano il Cucciddatu, un pane speciale che diventa offerta votiva e simbolo di abbondanza. La sua forma circolare nasce da una necessità pratica antica: permetteva ai pellegrini e ai cavalieri di infilarlo nel braccio o di appenderlo alla sella dei cavalli durante la rievocazione della Fuga in Egitto, portandolo in processione come offerta al Santo. La tradizione dei pani ripieni nasce dal recupero della pasta di pane, impasti avanzati che venivano arricchiti con ciò che c'era in casa: formaggi, salumi, verdure, pomodori, erbe aromatiche.

Ecco la ricetta del Cucciddatu di Scicli riproposto dagli chef Alessandro Musso e Pierclaudio Ruta

Ingredienti (per 4–5 pezzi):


• 1 kg di semola di grano duro rimacinata
• 530 ml di acqua tiepida
• 180 g di strutto
• 23 g di sale
• 12 g di lievito di birra fresco
• 600 g di salsiccia locale al finocchietto
• 150 g di caciocavallo semistagionato

Procedimento

1. Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida e unirlo alla semola e al sale fino a ottenere un impasto compatto.
2. Lasciare riposare l’impasto coperto per circa due ore.
3. Incorporare lo strutto lavorando energicamente l’impasto per renderlo elastico.
4. Lasciare riposare l’impasto per altri 30 minuti.
5. Ricavare dei filoni di pasta e chiuderli a “ciambella” creando il foro centrale.
6. Inserire la salsiccia fresca privata del budello lungo la circonferenza dell’impasto e completare con scaglie di caciocavallo.
7. Cuocere in forno a 200 °C per circa 30 minuti fino a doratura.