il caso
L'ex principe Andrea rilasciato: lo scandalo Epstein travolge la Corona inglese, Regno Unito sotto choc
Il fratello di re Carlo III resta sotto inchiesta con l’accusa di aver trasmesso informazioni riservate al finanziere pedofilo
Dopo un estenuante interrogatorio di quasi dodici ore, l'uomo che per decenni ha incarnato il vertice della famiglia reale britannica, oggi noto formalmente come Andrew Mountbatten-Windsor, ha lasciato la piccola stazione di polizia del Norfolk. Nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, l'ex Duca di York è stato formalmente rilasciato sotto indagine (released under investigation). Non si tratta di un proscioglimento, ma dell'indicazione che l'ipotesi di reato resta aperta mentre la persona non è più in custodia. Questo evento segna un passaggio senza precedenti: per la prima volta nella memoria recente, un ex membro senior della Casa di Windsor viene fermato e interrogato a lungo nell'ambito di un'inchiesta penale di altissimo profilo, dimostrando che la procedura legale ha oscurato i privilegi del cerimoniale.
L'arresto è scattato all'alba di quella stessa giornata, quando gli agenti si sono presentati a Wood Farm, nella tenuta di Sandringham, per poi estendere le perquisizioni anche al Royal Lodge a Windsor, nel Berkshire. Il comunicato della Thames Valley Police ha mantenuto toni misurati e, come da prassi per evitare la contempt of court, non ha diffuso il nome dell'arrestato, ma ha chiarito il capo di accusa: sospetta misconduct in public office (cattiva condotta nell'esercizio di una funzione pubblica). La scelta di condurre l'interrogatorio in una stazione periferica come Aylsham e di mantenere un basso profilo mediatico risponde a una chiara strategia: sottrarre l'indagine al clamore per proteggere testimoni e piste, ribadendo che la legge è uguale per tutti.
Il detonatore di questo cataclisma istituzionale si trova oltreoceano. Il 30 gennaio 2026, l'attuazione dell'Epstein Files Transparency Act da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sbloccato circa 3,5 milioni di pagine tra e-mail, report investigativi, immagini e video. Incrociando questi dati, gli investigatori britannici avrebbero trovato elementi riconducibili al decennio 2001-2011, quando Andrew ricopriva il ruolo di inviato speciale per il commercio del Regno Unito. L'ipotesi, da provare con standard rigorosissimi, è una condivisione impropria di materiale riservato e informazioni confidenziali.
Dal punto di vista giuridico, l'accusa è un macigno. La misconduct in public office è un reato di common law raro e complesso: si configura quando un pubblico ufficiale viola consapevolmente i doveri, commettendo abusi che minano la fiducia pubblica. La Crown Prosecution Service (CPS) prevede una pena massima di ergastolo. A differenza del contenzioso civile chiuso nel 2022 con Virginia Giuffre (senza ammissione di responsabilità), qui vige la presunzione d'innocenza. La difesa contesterà probabilmente la qualifica di "pubblico ufficiale" e l'abuso ingiustificato.
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Di fronte alla bufera, Buckingham Palace ha eretto un muro di distanza. Re Carlo III ha diramato una nota sobria: sostiene che la legge debba fare il suo corso e garantisce collaborazione, senza scudi istituzionali. Questo è il culmine della "normalizzazione" dal 2022, quando la regina Elisabetta II lo privò dell'uso del titolo di Altezza Reale (HRH), affiliazioni militari e patrocini, proseguito nel 2025 con la rimozione dell'onore navale.
Il rilascio apre una fase delicatissima. Mentre gruppi come Republic rivendicano accountability, gli inquirenti proseguiranno con analisi forensi e rogatorie internazionali con gli USA. Il Regno Unito attende le decisioni di polizia e CPS. La monarchia affronta uno stress test nell'era della trasparenza, per verificare se l'accusa proverà, oltre ogni ragionevole dubbio, il tradimento della fiducia pubblica.

