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a palermo

Cateno De Luca dice di essere stato invitato tre volte a entrare nella giunta Schifani. «Ho detto no, soffre di ansia da prestazione»

Il deputato di Sud chiama Nord presenta l'evento del 18 gennaio a Caltagirone e attacca il governatore. «Se non riesce a risolvere la questione rimpasto, vada a casa»

Redazione La Sicilia

14 Gennaio 2026, 15:48

Regione, Cateno De Luca riaccende i motori e lancia il  “Governo di Liberazione”

«A me è stato chiesto di entrare in giunta, per tre volte, e ho detto no perché c'è un quadro schizofrenico che non mi coinvolge». Cateno De Luca oggi parla in veste di opposizione. «Se Schifani - ha detto il deputato di Sud chiama Nord, presentando a Palazzo dei Normanni il progetto "Liberi e Forti" promosso dal centro studi Ti Amo Sicilia - ha ancora un minimo di dignità politica, chiuda la questione della giunta e poi vedremo se il metodo utilizzato è servito a soddisfare tutti gli appetiti dei capi tribù. Se non è in condizioni di chiudere questo quadro, vada a casa, perché non ha più una grande maggioranza. Le dinamiche parlamentari dimostrano che l'80% delle proposte del governo sono state affossate dalla sua stessa maggioranza. A che cosa serve continuare così?».

Nei giorni scorsi era stato Davide Faraone, leader di Italia Viva in Sicilia, a sollecitare De Luca: «Se parlerà chiaramente di collocazione nell'ambito riformista e progressista di centrosinistra, diventerà naturalmente un interlocutore. Se invece lui continua ad avere un atteggiamento equidistante, oppure con un colpo al cerchio e uno alla botta, allora no».

E oggi De Luca attacca frontalmente il governatore, additato di «soffrire di ansia da prestazione». «Il fatto che ancora il presidente Schifani non sia riuscito a nominare la giunta è vergognoso - continua - La nomini subito. Schifani è abituato al cerchio magico che gli dice quanto lui sia il più bello del reame. È un presidente della Regione che appare come capo tribù d'eccellenza, rimasto ai livelli delle guerre di quartierino. Non si è saputo elevare ai livelli di presidente della Regione. Ci troviamo di fronte a una schizofrenia politica. Ma fa tutto da solo o c'è il cerchio magico che lo fa sbandare e sballare? Nel 2025 Schifani non ha volato alto. Noi abbiamo votato a sostegno della mozione di sfiducia perché il governo ha contribuito ad alimentare il pizzo legalizzato».

Molto critico anche sui rinnovati rapporti tra Schifani e il gruppo Dc. Nelle settimane scorse proprio tra De Luca e i deputati democristiani era stato avviato un dialogo con l'ipotesi di formare un intergruppo. Scenario ormai tramontato. E ieri il governatore, che aveva messo alla porta i due assessori Dc Andrea Messina e Nuccia Albano all'indomani dell'inchiesta che ha travolto Totò Cuffaro, ha aperto alla possibilità di un rientro in giunta, a patto che la Dc «si rinnovi».

«Schifani - attacca De Luca - adesso dice, a quelli che ha definito delinquenti, come si devono truccare e come devono mettere in modo la loro metamorfosi. Dopo la revoca dei due assessori della DC, non indagati, Schifani ha definito delinquenti tutti quelli del partito dicendo che che erano figli di un sistema di mala gestione. Poi il 28 novembre ne ha nominati alcuni nel sottogoverno. C'è una mortificazione costante di uomini e donne per bene, ma c'è ancora però chi, con il piattino in mano, è dietro la sua porta per cercare di rientrare in giunta. Loro fanno bene a fare queste richieste - ha proseguito - è ovvio però, che se il padrone di un'abitazione mi dice che sono un delinquente e mi butta fuori di casa, io ci penserei due volte prima di mettermi dietro la porta per avere almeno uno sgabello e non più una sedia. Questo fa parte della dignità politica». 

Il sindaco di Taormina sta lavorando all'appuntamento "Liberi e forti" del 17 e 18 gennaio a Caltagirone, che si terrà tra il cineteatro Politeama, la sala Karol e la galleria Luigi Sturzo. All'appuntamento sono stati invitati i segretari regionali dei partiti presenti sia nel parlamento nazionale che regionale.