2 febbraio 2026 - Aggiornato alle 08:13
×

la stima dei danni

In Sicilia danni per oltre un miliardo. Il governo regionale dichiara lo stato di calamità e nomina Cocina commissario

Le stime della Protezione civile e le misure della Regione: in arrivo subito 70 milioni per i primi interventi. Schifani oggi e domani svolgerà sopralluoghi nelle zone colpite

23 Gennaio 2026, 08:05

09:14

In Sicilia danni per oltre un miliardo. Il governo regionale dichiara lo stato di calamità e nomina Cocina commissario

Seguici su

Un tono della voce stanco e il linguaggio che non nasconde nulla: «È stato un evento immane, il più violento da decenni». Il presidente della Regione Renato Schifani convoca una conferenza stampa dopo la giunta in cui ha proclamato lo stato di calamità regionale, primo passo per chiedere quella nazionale, e in cui ha nominato il capo della Protezione Civile Salvo Cocina commissario straordinario per l'emergenza. Schifani fa un primo bilancio dei danni della tempesta Harry ed è di più di un miliardo. Un danno paragonabile a una campagna di bombardamenti per il quale la Regione ha stanziato subito 70 milioni di euro. Lo stesso Schifani lo ammette, «non sono nulla di fronte a quello che è successo», ma serviranno per le spese immediate, la messa in sicurezza di strutture e territorio, in attesa che si apra la strada a fondi del governo nazionale.

L'esordio del presidente della Regione è per una valutazione sul clima, e su quanto Harry sia stata una tempesta anomala: «È cambiato qualcosa - dice con rassegnazione - passiamo dall'inferno degli incendi estivi ai cicloni. Voglio sottolineare però che il sistema di pre-allerta ha tenuto, e ringraziare gli uomini della Protezione civile e i sindaci che hanno gestito questa situazione».

Schifani passa poi a esporre i numeri dei danni, «per forza incompleti in questo momento», e infatti da una stima di 741 milioni di euro si passerà nel corso del pomeriggio a un miliardo, con le stime che comprendono anche i danni indiretti subiti da attività commerciali e imprese costrette a fermarsi. La Regione risponde con 70 milioni immediati ma il problema del trovare i fondi non preoccupa troppo Schifani, che dice più volte che le risorse ci sono. Il vero cruccio è quello di ricostruire velocemente: «Da oggi - annuncia il presidente della Regione - il 50 per cento della mia attività sarà dedicato ad affrontare la soluzione di questa disgrazia». Schifani cita poi la possibilità prevista dalla legge sulle grandi catastrofi di avere un commissario a gestire tutta la fase della ricostruzione. «Se dovessimo arrivare a questo scenario - dice Schifani - preferisco una figura esterna, con competenze che io non ho, una sorta di Bertolaso bis».

Una ricostruzione su cui comunque il presidente della Regione assicura di avere coinvolto tutto il governo nazionale. Così c'è un riferimento a Matteo Salvini, che da ministro delle Infrastrutture ha competenza sui porti e da cui Schifani dice di aver ricevuto rassicurazioni su una sua piena disponibilità in termini di fondi. Ma il livello nazionale è quello su cui si attiva anche lo scontro politico, con Elly Schlein, segretario nazionale del Pd, che tira in ballo il progetto su cui proprio Salvini sta investendo di più: «Il ministro Salvini - dice Schlein - potrebbe iniziare a destinare le somme dell’annualità del ponte sullo Stretto per il ripristino immediato delle infrastrutture, così come abbiamo già chiesto con un emendamento al Milleproroghe». Concetto ribadito a stretto giro anche dal segretario regionale Pd Anthony Barbagallo, che ribadisce la richiesta di usare 918 milioni di euro per la ricostruzione.

Polemiche a livello di governo centrale che volano sopra la testa di Schifani. A chiamarlo in causa direttamente è invece il fuoco amico di Manlio Messina, in un post su Facebook in cui il deputato regionale ha annotato che proprio il giorno dell'arrivo della tempesta Schifani si trovava a Roma, a incontrare il ministro Tommaso Foti. «Ditemi che è uno scherzo», ha scritto Messina. Che Schifani non cita in conferenza stampa ma a cui risponde indirettamente, annunciando un tour di due giorni per visitare le zone più colpite.

In collegamento video, il neo nominato commissario straordinario per l'emergenza, il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, fa delle valutazioni sull'eccezionalità della tempesta appena passata: «È stato un evento unico non solo per la quantità di pioggia. L'anomalia sono stati quei venti dall'Egeo che hanno causato mareggiate fortissime. Non si vedevano onde così da almeno 40 anni». Cocina aggiunge poi che sono stati colpiti centinaia di chilometri di costa. In questa situazione, ci sono stati solo due feriti: «Potevano essere due morti - dice Cocina - perché erano completamente in violazione delle norme. Per dire che noi possiamo fare molto ma poi sono spesso i comportamenti umani a determinare le cose».

In chiusura di conferenza la parola torna al padrone di casa Schifani. Che si concede anche un po' di ottimismo per gli operatori balneari e turistici colpiti: «In fondo siamo a gennaio, non è impossibile ripartire in tempo per la stagione estiva».