27 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12:19
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la polemica

In Sicilia ferrovia tagliata in due per il maltempo, Salvini non partecipa al Consiglio dei ministri: «Non potevo essere in due posti»

Il ministro dei Trasporti oggi ha inaugurato l'apertura di una nuova strada in Veneto, disertando la seduta che ha dichiarato lo stato di emergenza. «Verrò nel fine settimana». E polemizza con i magistrati sul Ponte

26 Gennaio 2026, 21:16

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Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri vara lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna destinando appena 33,3 milioni di euro a ciascuna Regione investita dal ciclone Harry, il vicepremier Matteo Salvini è in provincia di Belluno. Al taglio del nastro delle varianti Tai e Valle di Cadore sulla statale 51 Alemagna. Opera che aiuterà a snellire il traffico verso Cortina d'Ampezzo, soprattutto in vista delle prossime Olimpiadi invernali. «Non potevo essere in due posti contemporaneamente - ha detto il ministro dei Trasporti - ma sono in costante contatto per trovare il massimo di risorse disponibili».

I contatti però fino a ora non hanno dato gli esiti sperati da Salvini, considerato che «il massimo delle risorse disponibili» stanziate oggi dal governo nazionale per la prima emergenza ammonta ad appena 100 milioni di euro. «Una burla», «un'elemosina», hanno attaccato le opposizioni. Ma anche tra i deputati regionali del centrodestra prevale lo stupore: «La montagna ha partorito un topolino», ammette più di uno.

Tra gli interventi urgenti rientra il ripristino della circolazione ferroviaria, di diretta competenza del ministro Salvini. Il ciclone Harry ha spazzato via un pezzo di binario tra Catania e Messina: la seconda e la terza città più importanti dell'isola rimangono non collegate dai treni. I cantieri sono in fase di allestimento per ricostruire ampi tratti di rilevato ferroviario fra Giampilieri e Alì Terme, a Scaletta, Sant'Alessio, Letojanni e Taormina. Ma i tempi non sono brevi. All'evento straordinario si aggiungono poi le quotidiane disavventure che investono i treni siciliani anche con un semplice maltempo, a causa della fragilità del territorio. L'ultima si è aggiunta oggi: una frana sulla linea Caltanissetta-Siracusa ha costretto a interrompere la circolazione ferroviaria tra le stazioni di Canicattì e Gela.

A nove giorni dalla notte che ha devastato la costa ionica, Salvini fa sapere che «entro il fine di questa settimana andrò sul posto con tecnici di Anas». Intanto continua a polemizzare con i magistrati della Corte dei Conti sul ponte sullo Stretto di Messina. La materia del contendere è il decreto sulle Grandi Opere atteso sul tavolo del consiglio dei ministri di mercoledì di cui le organizzazioni ambientaliste hanno già diffuso ieri la bozza, lanciano l'allarme, mentre il Ministro dei Trasporti afferma «non esistere ancora».

Il ministero sta preparando uno schema di decreto legge per superare l'impasse della bocciatura della Corte dei Conti alla delibera del governo e oggi l'Associazione dei Magistrati della Corte dei Conti ha espresso tutta la sua «forte preoccupazione» sulle indiscrezioni trapelate. Secondo i magistrati contabili, il decreto «punta a sbloccare il progetto aggirando i rilievi di illegittimità già sollevati dalla Corte. Il provvedimento - insistono i magistrati - se approvato, prevederebbe l'emanazione di una nuova delibera Cipess ma svuoterebbe di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei conti e introdurrebbe un ulteriore scudo per escludere la responsabilità per colpa grave anche in caso di danni alle finanze pubbliche».

Da Tai di Cadore Salvini replica: «È incredibile come qualcuno contesti contenuti di un decreto senza che il decreto ancora esista». ha replicato Matteo Salvini da Tai di Cadore dove si sono inaugurate in anticipo due gallerie. «Devo portarlo in consiglio dei ministri mercoledì; non c'è il testo definitivo. Vogliamo agire nel massimo della trasparenza e replicare ai rilievi della Corte dei conti: questo ci sarà nel decreto, e che i magistrati contestino ancora prima che ci sia mi fa venire il dubbio che qualcuno pregiudizialmente e per pregiudizi politici non voglia il Ponte».