17 febbraio 2026 - Aggiornato alle 21:26
×

ddl enti locali

Salve le "quote rosa" nelle giunte, ma è tutti contro tutti nel centrodestra. Lega: «Dobbiamo decidere se fare la maggioranza o no»

Via libera a ciò che resta della riforma degli enti locali, dopo le tante bocciature di giornata. Ma affiorano palesemente le tensioni tra i partiti

17 Febbraio 2026, 19:31

20:04

ars deputate donne quote rosa

Seguici su

«Questo disegno di legge si salva solo per la norma sulle donne in giunta». È, questo, uno dei passaggi del capogruppo della Lega Salvo Geraci, poco prima del voto che ha dato il via libera a ciò che resta della riforma degli enti locali.

Unica norma con una valenza politica, infatti, è quella che prevede l'obbligo di nominare un quaranta per cento di donne in giunta. Ma il dato politico che emerge è quella di una maggioranza balcanizzata e forse anche preoccupata. I malumori, infatti, non sono più nascosti. Emergono, ad esempio, dall'intervento del capogruppo di Fratelli d'Italia, Giorgio Assenza: «Provo amarezza e sconforto per quanto è avvenuto in Aula - ha detto - per un testo che era stato definito riforma degli enti locali e si è ridotta a una sola norma, seppur importante. E chiediamo scusa ai nostri amministratori locali, trattati da quest'aula con disprezzo e disinteresse».

E dispiacere è espresso anche dal deputato di Forza Italia, Marco Intravaia: «Mi amareggia molto la bocciatura della maggior parte degli articoli che compongono il ddl Enti locali – ha detto - per cui molto ho lavorato e mi sono speso, perché rispondono ad alcune delle esigenze più sentite dal mondo degli enti e degli amministratori locali. Fra queste bocciature: il Consigliere supplente e la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti. Sono molto dispiaciuto perché l'Aula non ha recepito norme che rispondono a concrete esigenze degli amministratori e dei territori».

Le due norme citate da Intravia, infatti, sono state tra le più discusse nel corso della seduta di oggi. Nel mirino degli interventi della maggioranza è finito anche il presidente della Commissione affari istituzionali, Ignazio Abbate che ha voluto però ricordare come «queste norme non sono state volute da un singolo deputato, ma sono frutto di un lavoro collettivo in commissione». Ma dalle parole dei colleghi del centrodestra emergono tutte le tensioni interne: «Dobbiamo decidere se vogliamo fare la maggioranza oppure no», ha detto Geraci.

Passa, come detto, almeno la norma sulle cosiddette “quote rosa”, spinta anche da un gruppo trasversale di deputate di ogni partito: «Oggi – ha detto la parlamentare di Noi Moderati, Marianna Caronia - è un giorno storico per la Sicilia. La vittoria di una battaglia che ho portato avanti con convinzione fin dal primo momento, perché credo in una politica capace di valorizzare tutte le competenze», mentre esultano anche il capogruppo e la vice capogruppo del M5S, Antonio De Luca e Roberta Schillaci e le esponenti del Pd Valentina Chinnici e Cleo Li Calzi, dopo che il capogruppo Dem Michele Catanzaro ha rivendicato in Aula la battaglia sulla norma.