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i conti

Il decreto Harry e Niscemi, come si dividono le risorse (1,2 miliardi) stanziate complessivamente da Roma

Stanziamenti diversi, commissari diversi: proviamo a fare ordine tra i provvedimenti varati dal governo Meloni per le ultime emergenze

20 Febbraio 2026, 08:12

10:32

musumeci ciclone santa teresa

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Per i danni causati dal ciclone Harry in Sicilia, ma anche in Calabria e Sardegna, è in arrivo un decreto legge con 700 milioni di euro di risorse, come annunciato dal Consiglio dei ministri mercoledì. Altri 400 milioni verranno dal Dipartimento protezione civile, che a loro volta si sommano ai 100 milioni stanziati il 29 gennaio. Il totale fa quindi 1,2 miliardi di euro. Tra queste somme ci sono naturalmente già conteggiate i 150 milioni per l’emergenza frana a Niscemi, annunciati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in persona nella sua visita “a sorpresa” di lunedì scorso.

Somme importanti, seppure non sufficienti: solo in Sicilia i danni da “Harry” sono stati stimati in 2 miliardi. Ma la premier ne sottolinea la portata. E previene le polemiche. «Quando abbiamo stanziato i primi 100 milioni ci è stata fatta questa surreale polemica sul fatto che non investiamo abbastanza risorse», ha detto a SkyTg24 nella serata di ieri. Per ora, cifra totale a parte, il Cdm ha solo diffuso un comunicato, comprensivo anche del “decreto bollette”. Le uniche certezze sull’uso delle risorse sembrano quindi su Niscemi. Dei 150 milioni di euro, la metà, 75 milioni, dovrebbe andare per contributi ai proprietari degli immobili da demolire.

L’altra metà sono invece destinati a interventi di messa in sicurezza, prevenzione strutturale e riduzione del rischio idrogeologico. Meloni aggiunge: «Insieme al ripristino delle infrastrutture, bisogna combattere un isolamento a Niscemi. Per me la cosa più importante è che non accada di nuovo quello che è accaduto alla fine degli anni '90, quando gli indennizzi per alcuni dei cittadini che erano stati coinvolti in una analoga frana sono arrivati anche dopo 14 o 18 anni». A occuparsene sarà il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, nominato commissario straordinario.

Riguarda i commissari straordinari anche un’altra delle poche certezze relative alla gestione dei fondi per i danni di “Harry”: saranno i presidenti delle tre regioni. Renato Schifani, appena appreso del decreto del Governo, ha subito sottolineato come la Regione abbia «già destinato 680 milioni di euro di risorse proprie». Per i fondi nazionali invece è un altro siciliano (ed ex governatore), il ministro Musumeci, che sottolinea: i fondi sono ancora una volta un’anticipazione. Non resta, quindi, che provare a fare i conti sul decreto Harry “a pezzi”.

Tolti i 150 milioni per Niscemi, resta un miliardo. Senza divisioni salomoniche, come i 33,3 milioni per regione di gennaio, alla Sicilia, la più grande e più colpita, dovrebbero arrivarne la metà, 500 milioni. Di questi, 100 milioni dovrebbero andare a sostegno degli agricoltori colpiti e altrettanti ai dipendenti delle aziende che hanno subito danni. Restano 300 milioni e, come annunciato dal Cdm, il decreto definirà le procedure per il riconoscimento dei contributi a favore di soggetti privati e imprese.

La somma dovrà anche coprire le deroghe ai versamenti contributivi per le Pmi colpite, e soprattutto la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, contributivi e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per i residenti e le imprese operanti nei comuni individuati dai provvedimenti di protezione civile. Basteranno? I Comuni riconosciuti colpiti in Sicilia, secondo quanto verificato dalla Protezione civile, sono ben 259 su 391. Chi risiede in questi Comuni dovrebbe anche essere destinatario del provvedimento annunciato da Arera, l’autorità garante dell’Energia, ovvero la sospensione per sei mesi del pagamento di bollette dei servizi essenziali.

Risorse, infine, anche per il Turismo, come annunciato dalla ministra Daniela Santanchè: 5 milioni in totale per eliminare la “cattiva pubblicità” che i disastri avrebbero fatto alle bellezze dell’Isola. Sarà una campagna di controinformazione.