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Sanità, via al dopo-Iacolino: la sostituzione del direttore generale alla Sanità si intreccia con il rimpasto di giunta

Nei prossimi giorni l’atto di interpello per sostituire la guida del dipartimento della Pianificazione strategica, ma il manager verrà scelto dopo aver chiarito chi sarà il nuovo assessore alla Sanità

05 Marzo 2026, 10:15

Sanità, via al dopo-Iacolino: la sostituzione del direttore generale alla Sanità si intreccia con il rimpasto di giunta

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Nemmeno il tempo di registrare la denuncia contro un atto di interpello che ne parte un altro, per la medesima posizione. È l'ultimo atto del caso Iacolino, il manager della sanità che da 24 ore ha formalmente lasciato il dipartimento della Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute per andare a guidare il Policlinico di Messina. Ieri, nella seduta di giunta, il governo Schifani ha dapprima concluso l'iter di nomina del dirigente all'ospedale universitario dello Stretto, poi ha dato mandato agli uffici di emanare l'atto di interpello per individuare il nuovo vertice di uno dei dipartimenti più importanti e delicati dell'intera macchina regionale.

Sul precedente interpello, che portò Salvatore Iacolino nel ruolo di dirigente generale, ha tuonato Davide Faraone, contestando anche dinanzi ad Anac e Corte dei conti la scelta ricaduta su un “esterno”, nonostante l'adesione a quella richiesta (di fatto, un'esplorazione dei dirigenti interessati a ricoprire quel ruolo), di burocrati interni alla pubblica amministrazione regionale. Nel caso specifico, quelli di Mario La Rocca, di Rino Giglione e di Giuseppe Sgroi, oggi capo di gabinetto dell'assessora alla Sanità, Daniela Faraoni.

Tre nomi che adesso potrebbero tornare in ballo, anche se l'individuazione del nuovo dirigente rischia di intrecciarsi ad altre manovre. Quelle, cioè, che riguardano l'annunciato (più volte) rimpasto di governo. Un rimpasto che, nella versione “light” potrebbe limitarsi a ricomporre la frattura con la Democrazia cristiana che ha scaricato l'aggiornamento alla versione post-cuffariana. I democristiani hanno fatto sapere di puntare al “ripristino delle condizioni originarie”, cioè alla restituzione degli assessorati che erano stati guidati da Andrea Messina e Nuccia Albano. Una richiesta che però finisce inevitabilmente per scontrarsi con i desiderata di altre forze politiche.

Così, nelle ultime ore si parla di un vertiginoso giro di deleghe, finalizzato anche ad accontentare le richieste di Fratelli d'Italia che punta alla Sanità. In quel caso, la “quota Forza Italia” dell'assessorato di Piazza Ottavio Ziino, nonostante a guidarlo sia un assessore come Daniela Faraoni considerata vicina alla Lega anche per motivi familiari (il figlio è un esponente di punta del Carroccio siciliano), potrebbe essere trasferita sul Turismo: il 9 marzo, infatti, è previsto un nuovo passaggio giudiziario nella vicenda che riguarda l'assessore Elvira Amata, accusata di corruzione. A quel punto, restituita la Famiglia alla Dc (nome in pole quello di Ignazio Abbate) resterebbe da sistemare l'assessorato agli Enti locali, esaudendo i desideri Dc, quelli di Raffaele Lombardo che attende un secondo assessore, o addirittura quelli di un pezzo di Forza Italia.

Un valzer complicatissimo, ma su cui gli addetti ai lavori hanno iniziato a ragionare. Solo al termine di questo, probabilmente, verrà fuori l'identikit migliore del dirigente generale della Pianificazione strategica. Se Fdi dovesse ottenere la guida dell'assessorato alla Sanità, infatti, il dirigente generale (spesso un vice-assessore), sarebbe scelto tra figure gradite ad altri partiti, tagliando così fuori le eventuali aspirazioni di Mario La Rocca, ma anche quelle della commissaria dell'Asp di Trapani Sabrina Pulvirenti, considerata assai vicina ai vertici nazionali meloniani. Intanto, via all'atto di interpello e all'interim. Per qualche settimana, sarà l'avvocato generale Giovanni Bologna a guidare il dipartimento.