14 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:35
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«Per le Regionali il Pd vuole le primarie e Cateno De Luca è un nostro interlocutore», parola del segretario Barbagallo

Il partito si è riunito a Niscemi. Occasione per affondare il colpo contro Schifani dopo l'inchiesta Iacolino: «Alongi non è la persona giusta per gestire le risorse post ciclone»

14 Marzo 2026, 14:15

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Primo punto: per scegliere il candidato governatore del centrosinistra per la Regione il Pd ha come «prima scelta le primarie». Secondo: Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca, continua a essere un interlocutore con cui dialogare per provare a correre in una coalizione unica contro il centrodestra. Terzo: il fronte progressista alle prossime Amministrative si presenterà unito nei cinque Comuni più popolosi chiamati al voto sull'isola, e cioè Messina, Marsala, Agrigento, Augusta e Termini.

È quanto emerso dalla direzione regionale del Pd che si è riunita stamattina a Niscemi. Un atto «doveroso - sottolinea il segretario Anthony Barbagallo - per testimoniare la vicinanza di tutto il partito, dei suoi dirigenti alla comunità niscemese che sta mostrando una dignità ed un operosità eccezionali, in un momento straordinariamente difficile».

Prima di fare il punto sul percorso che porterà i dem agli appuntamenti elettorali, Barbagallo ha colto l'occasione per affondare il colpo sui guai del centrodestra siciliano. «Crolla un altro pilastro del cerchio magico di Schifani - dice a proposito dell'inchiesta della Procura di Palermo che vede indagato l'ex manager della Sanità Salvatore Iacolino per concorso esterno all'associazione mafiosa - Dalle indagini riecco bustarelle negli assessorati, gare pilotate e favori alla mafia. Insomma la credibilità del governo della regione è ormai sottoterra. Un caso questo che fa esplodere in tutta la sua gravità la questione morale siciliana ed alimenta ulteriori interrogativi sintomatici di condotte criminogene da parte dei soliti noti».

Dalle carte dell'inchiesta emerge anche il nome di Duilio Alongi, seppur non indagato: il dirigente che Schifani ha messo a capo della task force tecnica che sta gestendo tutti gli interventi successivi al ciclone Harry. Alongi, insieme al direttore generale dell'assessorato Infrastrutture Salvatore Lizzio, avrebbe spinto l'altro dirigente del dipartimento Giancarlo Teresi a restare in carica oltre l'età pensionabile. Teresi è stato arrestato, nell'ambito della stessa indagine che ha travolto Iacolino, con l'accusa di corruzione aggravata dall'aver favorito Cosa Nostra e aveva già sulle spalle un processo per corruzione, ignorato da tutti vertici politici e amministrativi nei palazzi della Regione. «In base alle intercettazioni pubblicate - attacca Barbagallo - pare che Alongi abbia avuto un ruolo decisivo per la proroga in servizio di Teresi. Siamo sicuri che sia la persona giusta per gestire quelle ingenti risorse?».

Secondo il segretario «siamo in presenza di una distorta ricerca del consenso di chi occupa i posti di potere. È questo il vero e unico filo conduttore che caratterizza il governo Schifani e il centrodestra decimati dalle indagini, alcune clamorose come quella che ha coinvolto Cuffaro. Ritornano gli stessi dirigenti, gli stessi nomi, la stessa logica. Fanno affari e non si occupano del bene comune. E quindi vediamo, un esempio su tutti, la sanità piegata ai più squallidi interessi privati e di bottega dell'ultimo degli eletti. Ecco perché ribadiamo che Schifani deve andare a casa».

Quindi il passaggio forse più atteso sulle prossime elezioni. «In questi mesi il PD si è fatto promotore - a livello regionale - di riunire le forze politiche del centrosinistra, del campo progressista. Abbiamo iniziato a discutere sulle prossime elezioni amministrative. E con grande forza di volontà siamo riusciti a definire una coalizione che si presenterà compatta nei cinque Comuni più popolosi al voto cioè Messina, Marsala, Agrigento, Augusta e Termini».

Per Barbagallo la coalizione del centrosinistra deve essere «sempre più larga», al punto da tenere dentro Cateno De Luca. «Continuo a ritenere Sud chiama Nord un interlocutore, sia perché sta dimostrando di fare vera opposizione a Schifani e sia perché ci sono alcune realtà territoriali che, anche in queste ore, come Ispica, stanno lavorando a possibili intese come accaduto in passato a Carlentini e Licata». 

Sul fronte delle elezioni regionali è già sceso in campo Ismaele La Vardera. Ma Barbagallo adesso parla apertamente di primarie, argomento fino a ora portato avanti da singoli esponenti del Partito democratico siciliano, ma inviso al Movimento 5 stelle. «Il Pd - dice il segretario - è il baricentro della coalizione del campo progressista. In vista delle elezioni regionali e politiche siamo chiamati a definire sempre di più i contorni della coalizione, che devono caratterizzarsi per la discontinuità nelle idee e nelle proposte di governo. Definito il perimetro conterà il metodo di scelta del candidato presidente che - conclude - va condiviso con tutta la coalizione. Ribadisco che noi siamo il Pd. E che il primo metodo di scelta che abbiamo nello statuto è quello delle primarie».