English Version Translated by Ai
29 marzo 2026 - Aggiornato alle 19:28
×

il caso

Giorgia Meloni infuriata scrive a mezzanotte a La Vardera: «Che modo vergognoso di fare politica...»

Il deputato aveva accusato il governo nazionale di avere impugnato la norma regionale sui ristori per «ritorsione» contro la Sicilia che ha votato no al referendum. Incredibilmente la risposta arriva su Whatsapp direttamente dalla premier

29 Marzo 2026, 16:38

16:40

Giorgia Meloni infuriata scrive a mezzanotte a La Vardera: «Che modo vergognoso di fare politica...»

Seguici su

«La ritorsione? Io veramente non ho parole...». A mezzanotte e venti il cellulare del deputato regionale Ismaele La Vardera si illumina e compare questo messaggio. Seguito da altri tre. Mittente: Giorgia Meloni. Non è uno scherzo. Il numero da cui il testo viene inviato è davvero quello della premier. Il giovane politico siciliano e la leader di Fratelli d'Italia si conoscono da tempo: nel 2017 La Vardera, ex giornalista de Le Iene, si candidò a sindaco di Palermo con l'obiettivo di realizzare un documentario sulla politica vista da dentro, in quell'occasione era sostenuto proprio da Meloni e da Matteo Salvini. L'ultima volta che i due si sono scambiati messaggi su Whatsapp risale al 2023, quando si incontrarono al Quirinale per una visita al presidente Mattarella. Insomma, nessun dubbio: stanotte è stata proprio Giorgia Meloni a rispondere per le rime al parlamentare regionale di Controcorrente. 

Dopo il primo messaggio, ne arrivano altri tre. Prima Meloni invia il video che lo stesso La Vardera ha diffuso ieri per commentare l'impugnativa da parte del governo nazionale della norma con cui la Regione stanzia 40,8 milioni di euro di ristori per il post ciclone Harry. L'impugnativa riguarda un aspetto tecnico: l'esonero per le imprese danneggiate dal maltempo di presentare il Durc al momento di chiedere ristori. Nel video incriminato il deputato accusa il governo nazionale di avere agito come «ritorsione» nei confronti della Sicilia che ha votato in massa No al referendum sulla giustizia. Un'accusa che evidentemente ha mandato su tutte le furie la premier. 

Certo nessuno si sarebbe immaginato che la rabbia di Meloni la portasse a rispondere istintivamente. «E ora che faccio quindi? - scrive la premier su Whatsapp - Mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane? Che modo vergognoso di fare politica - conclude - Il cambiamento...».

Stamattina La Vardera ha deciso di rendere pubblico lo scambio. «Stanotte la donna più potente d’Italia, presidente del Consiglio dei Ministri mi scrive su Whatsapp. Nel pieno di una crisi di governo - afferma - con uno scenario internazionale incerto, il pensiero della Meloni sono io. Un messaggio stringato che fa capire la grande irritazione contro di me e l’effetto della mia azione politica. Noi da soli senza un partito alle spalle facciamo paura. Ritengo sia giusto sappiate che oltre le svariate decine di persone che politicamente faranno di tutto per distruggerci, annoveriamo anche una delle donne più potenti al mondo».

L'ex giornalista coglie l'occasione per scrivere alla premier quello che va ripetendo pubblicamente da giorni: «Hai usato la verga a Roma? - è una parte del messaggio di risposta di La Vardera - Bene, non usare la bambagia per la Sicilia. Perché non dici ai tuoi di staccare la spina al governo Schifani che sta facendo impallidire i siciliani? Chissà, forse e dico forse, rivincete pure, ma quanto meno avrete il merito, in caso negativo, che con grande coerenza avete liberato la Sicilia da questo giogo. Se mediterai nel profondo del tuo essere ritengo che tu stessa, a proposito di vergogna, la stai provando nel vedere le notizie siciliane… e che quanto prima tornerai ad esser la Giorgia intransigente di quando stava all’opposizione e pretendeva rispetto per le minoranze».

Sull'accusa di «ritorsione», non torna indietro. «La mia è una critica politica assolutamente legittima - ha aggiunto il deputato regionale - Critica per altro condivisa, negli stessi identici, modi e metodi da tutta l’opposizione. Esprimere dubbi sulla tempistica del Consiglio dei Ministri e sull’esito del referendum, penso sia il minimo. Ma hai dimenticato i toni che usavi quando eri all’opposizione? Una opposizione senza sconti e intransigente. Ricordo bene gli attacchi con linguaggi ancora più “forti” fatti a Giuseppe Conte… Ripeto tutto legittimo, fa parte della normale dialettica politica. Non capisco oggettivamente le ragioni del tuo disappunto». Per poi capovolgere sul centrodestra l'accusa di «fare politica in modo vergognoso».«Dici a me? Ma ti rendi conto la tua maggioranza cosa sta combinando in Sicilia? Lasciamo stare in Italia. Restiamo in Sicilia: continui arresti di deputati, donne che muoiono perché ricevono referti istologici dopo mesi, continue notizie che fanno rabbrividire, e dici a me che faccio politica in modo vergognoso?».