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La norma "blocca assunzioni" piega la maggioranza: dal «non autocastriamoci» al voto favorevole, con l'intervento di Schifani

Due ore di bagarre in aula, poi l'intesa con le opposizioni per non affondare col voto segreto. E spunta il dossier Asp: «Posti a parenti di...»

14 Maggio 2026, 07:00

La "blocca assunzioni" piega la maggioranza: dal «non autocastriamoci» al voto favorevole, con l'intervento di Schifani

Due ore di bagarre e dichiarazioni di fuoco. Ma alla fine l'Ars approva all'unanimità la norma proposta dal Pd che blocca le assunzioni negli enti regionali fino al 2027 al fine di evitare opache operazioni in campagna elettorale. Una parte del centrodestra prima si dice «offeso» (parola del capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino) da una norma con cui «ci autocastriamo» (citazione del meloniano Giorgio Assenza). Poi lo spettro del voto segreto, annunciato dalle opposizioni, e un intervento del governatore Schifani piegano le resistenze e portano a siglare un accordo con l'opposizione: ok allo stop, ma a patto di affrontare il prima possibile le situazioni «emergenziali» per carenza di organico. In primis quelle delle partecipate Seus, Ast e Arpa. «Mancano 300 autisti soccorritori», ha detto in aula l'assessore alla Salute Marcello Caruso. Ma già si apre un altro scottante dossier, denunciato dal deputato dem Nello Dipasquale: le assunzioni di personale amministrativo nelle Asp, costellate da «parenti di consiglieri e presidenti dei consigli comunali».

La norma "blocca assunzioni" - primo firmatario Antonello Cracolici - era stata approvata all'unanimità in commissione Affari istituzionali, con l'eccezione del leghista Pippo Laccoto. «Evitiamo di trasformare la campagna elettorale in una continua promessa di assunzioni», ha sottolineato Cracolici. In aula è arrivata una versione rivista, con qualche deroga in più, ma anche con qualche provvidenziale precisazione, come quella sul via libera all'assunzione di personale nelle aziende sanitarie e ospedaliere ma solo per quello «sanitario». Alla fine lo stop vale per «qualsiasi tipologia di contratto» di tutti gli enti del Gruppo amministrazione pubblica della Regione (enti e società partecipate), ma non per gli uffici di diretta gestione regionale. Il divieto non si applica neanche «al personale stagionale della Regione e degli enti regionali», come Consorzi di bonifica e forestali, «e alle stabilizzazioni negli enti partecipati, nonché ai contratti stagionali delle Fondazioni liriche e sinfoniche». L'unico emendamento approvato dall'Ars che aggiunge deroghe è quello proposto dalla deputata Marianna Caronia (Noi Moderati) e riguarda la possibilità di aumentare il numero di ore lavorate, fino a 36, del personale part-time a tempo indeterminato. «Non siamo contrari al lavoro né alle assunzioni pubbliche - ha detto Antonio De Luca, capogruppo del M5s - ma davanti alle troppe anomalie emerse era necessario fermarsi e ristabilire regole di trasparenza».

Prima del voto favorevole, invece, buona parte del centrodestra ha attaccato la norma. «Paralizziamo la pubblica amministrazione perché non siamo in grado di assicurare concorsi trasparenti?» - ha tuonato il capogruppo di Fratelli d'Italia, Giorgio Assenza - «È assurdo, avete riempito la pubblica amministrazione di co.co.co e simili, ora che si possono fare concorsi ergiamo una diga. Così si favoriscono le assunzioni illegali, perché per arginare il blocco costringete a dare alle società interinali il compito di assumere chi vogliono. Non autocastriamoci, questo Parlamento abbia un sussulto di dignità». Più cauto il governo, che si è rimesso all'aula, sottolineando l'esigenza di nuovo personale in alcune partecipate, ma anche «apprezzando la proposta del Pd» (parola dell'assessore Aricò) e condividendo «il fastidio e il disgusto per certi modus operandi» (cit. della collega Savarino).

Dall'altra parte è stato il deputato del Pd Nello Dipasquale, già autore dell'interrogazione sul caso delle assunzioni al Cefpas, ad annunciare l'apertura di un altro fronte caldissimo: quello delle Asp. «Quante mogli, mariti e parenti di consiglieri comunali hanno assunto nelle Asp? Sto ricostruendo un quadro drammatico. Ci sono anche persone che hanno cambiato partito dopo essere stati assunti». Ore prima la maggioranza era andata sotto con voto segreto sull’aumento delle indennità ai presidenti dei liberi consorzi. Alla fine è arrivato il via libera a due ddl stralcio: quello in materia di lavoro, turismo e spettacolo, e quello in materia di personale.