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Dominik Fischnaller punta al podio nello slittino sulla pista più contestata, è terzo dopo le discese di oggi

L'italiano culla ambizioni di una nuova medaglia dopo quella di quattro anni fa a Pechino. L'impianto Monti è stato il più criticato per costi e impatti ambientali, ma piace agli atleti

07 Febbraio 2026, 21:03

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Fischnaller

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Due manche per mettersi saldamente al terzo posto, senza abbandonare la speranza di aggredire i due posti più alti del podioDominik Fischnaller, quattro anni fa bronzo a Pechino, si scrolla di dosso una stagione funestata dai malanni fisici e si lancia alla ricerca di un'altra medaglia.

La testa della corsa, occupata dal tedesco Max Langenhan, dista 298 millesimi. Non pochi, ma nemmeno troppi per sognare. In mezzo l'austriaco Jonas Mueller, attardato di 162 millesimi. Alle spalle del terzetto di favoriti, puntano al colpaccio il lettone Kristers Aparjods e l'azzurro Leon Felderer, quinto a 765 millesimi.

La lotta per i posti che contano si esaurisce qui, gli azzurri sperano che il freddo sia dalla loro parte. Lo dice chiaramente Felderer, "speriamo di aumentare un po' la nostra velocità", ma anche Fischnaller è sembrato più in palla nella seconda manche quando la colonnina di mercurio ha iniziato a scendere.

Altre due discese decideranno l'ordine d'arrivo complessivo. I due azzurri (in pista anche Alex Gufler, 18/o) sono stati protagonisti del battesimo a cinque cerchi della pista Eugenio Monti, forse l'impianto più discusso e contestato dell'intera Olimpiade. Per l'impatto ambientale, visto che si parla di diversi larici tagliati per ricostruire sul vecchio tracciato ormai inutilizzabile. Ma soprattutto è stato contestato l'aspetto economico, dato che l'investimento è arrivato a 118 milioni, dagli 80 iniziali: troppi, sostengono i detrattori, per un impianto che serve tre sport - slittino, skeleton e bob - in declino di praticanti dopo decenni in cui hanno rappresentato una miniera di medaglie per l'Italia. Si era parlato di un'alternativa tra la torinese Cesana, la svizzera St. Moritz e l'austriaca Innsbruck, ma alla fine il governo ha deciso di rifare l'impianto sul vecchio tracciato di settanta anni fa.

Agli addetti ai lavori la pista piace. Promossa a pieni voti nei giorni scorsi dal dt e leggenda dello slittino italiano Armin Zoeggeler, ha incassato anche l'apprezzamento di Fischnaller: "È bellissima, hanno fatto un lavoro straordinario". La speranza degli appassionati è che possa garantire una sopravvivenza a tre sport gloriosi e adrenalinici: giù per il budello della Eugenio Monti si scende a oltre 120 km/h, una velocità da viaggio in autostrada, ma in questo caso mancano i freni. All'arrivo, oggi, gli slittinisti trovavano una torcida di tedeschi e austriaci, ma tutti i big hanno ricevuto una standing ovation una volta tagliato il traguardo.

Fischnaller viene da Maranza, frazione di Rio di Pusteria in provincia di Bolzano. Dello stesso paese è anche Erika Lechner, la prima italiana capace di vincere un oro olimpico a Grenoble nel 1968, quando da Maranza a Rio si poteva scendere solo in slittino perché non c'era una strada: "Anche lei arriva domani, sarà una bella giornata".