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Sant'Agata, la processione più lenta di sempre e la delusione dei devoti: «Così si perdono le emozioni di una volta»
I devoti esprimono preoccupazione per i ritardi accumulati durante i festeggiamenti. «Mai visti certi tempi»
Una processione al ralenti, fuochi d'artificio sparati alle 7:30 del mattina invece che nella notte, e un rientro del fercolo che rischia di slittare al primo pomeriggio. Sono questi i temi che stanno caratterizzando l'edizione di quest'anno della festa di Sant'Agata, suscitando malumori tra i fedeli e gli spettatori della manifestazione religiosa più importante della città etnea.
«Mai visti i fuochi a quest'ora». Matteo Grasso, devoto di Sant'Agata, non nasconde la propria delusione davanti ai ritardi che stanno scandendo il percorso processionale. «Molto male, il ritardo grava su tutti i devoti e chi guarda la festa», afferma senza mezzi termini. «I fuochi alle 7:30 non li avevo mai visti, credo nessuno». Il fedele sottolinea come questi slittamenti non siano soltanto una questione organizzativa, ma intacchino l'essenza stessa della manifestazione: «È una cosa che crea tanta amarezza, perché intanto levi il bello della visione folkloristico dei fuochi e poi rallenti la devozione».
«Si stanno perdendo le emozioni di una volta». Anche Giampiero Anello, altro devoto presente alla processione, condivide le stesse preoccupazioni. Interrogato sui fuochi d'artificio sparati in pieno giorno, la sua analisi si fa ancora più critica: «Il discorso è che più si va avanti e più andrà peggio secondo me con i ritardi, però è anche vero che determinate cose si sono ormai perse». Anello punta il dito sulla perdita di significato di alcuni elementi tradizionali: «Anche gli stessi fuochi, che per quanto non sia una cosa religiosa hanno perso un po' di valore, perché di giorno con la luce non ha molto senso».
Alle 9:30 del mattino, con il fercolo ancora all'altezza di villa Bellini, la situazione appare compromessa. «Una volta erano le prime luci del mattino, adesso c'è il rischio che rientri all'ora di pranzo», osserva Anello con evidente rammarico.
L'imprevedibilità degli orari
Il devoto sottolinea un paradosso della festa contemporanea: «Sugli orari ormai è inutile dare previsioni, perché si sa quando esce, ma non si sa ormai quando ritorna. Questo fa sì che sempre più persone vengano a seguirla, ma è anche vero che si stanno perdendo un po' quell'ambiente e quelle emozioni che c'erano prima con le vecchie feste, i vecchi orari».
San Giuliano: salita a rischio
Uno dei momenti più attesi della processione è la tradizionale salita di San Giuliano. Interrogato sulla possibilità che l'ascesa venga effettuata nonostante le condizioni meteorologiche avverse della notte, Grasso si dice convinto che si farà, «ma a passo molto lento».
La previsione più preoccupante riguarda però l'orario di rientro del fercolo: «Spero di no, ma temo di sì», ammette il devoto, paventando la possibilità che la vara possa fare ritorno solo nel primo pomeriggio, un ritardo senza precedenti per la festa.
Resta da capire se l'organizzazione riuscirà a recuperare il tempo perduto o se i fedeli dovranno assistere a una conclusione dei festeggiamenti profondamente diversa dalla tradizione consolidata negli anni. Una cosa appare certa: la festa di Sant'Agata, pur continuando ad attrarre sempre più partecipanti, sta vivendo una trasformazione che preoccupa chi custodisce la memoria delle celebrazioni di un tempo.

