PLAY OFF MONDIALI
La pillolina per dormire, il ricordo di Jorginho e un Paese sulle spalle: la vigilia di Gattuso
Dall'emozione per le parole di Lippi al timore reverenziale per il «kick and rush» dell'Irlanda del Nord: il ct azzurro si racconta alla vigilia dello spareggio
Crederci e lottare. Sono le due parole d’ordine in casa Azzurra alla vigilia della sfida con l’Irlanda del Nord.
I tre giorni di ritiro a Coverciano hanno prodotto l’effetto che il Ct Gattuso sperava: coesione del gruppo e consapevolezza di avere mezzi e potenzialità per staccare il pass per la finale di questi play off mondiali.
Importanza
Il primo a credere alla vittoria è proprio lui, Ringhio. Il commissario tecnico dell’Italia ha sottolineato come il match contro i nord irlandesi sarà la partita più importante della sua carriera da allenatore. “Sono sette mesi che prima di addormentarmi e quando mi sveglio sento la frase “portaci al Mondiale”. Sono consapevole che quella di domani rappresenterà la partita più importante della mia carriera da allenatore. Se sono preoccupato? Assolutamente no. Come ho già detto, mi sono preparato e non sto pensando a cosa può succedere se andrà male. Non voglio pensare che le cose possano andare male. Voglio pensare positivo, in grande. Ci vuole grande tranquillità e la consapevolezza che sfidiamo giocatori che hanno il veleno. Dobbiamo riuscire ad andare a questo Mondiale perché è fondamentale per noi. L'obiettivo è quello di riuscire a tornare dove siamo stati per tanti anni e anche da protagonisti. Se dormirò sereno? Quando giocavo, la notte prima di un match importante non chiudevo occhio. Oggi, grazie allo staff medico della Nazionale e alla mia età prendo qualche pillolina per dormire, altrimenti aprirei gli occhi alle quattro del mattino e sembrerei un pipistrello - ha proseguito il selezionatore azzurro - Cosa servirà per vincere? Certamente l’esperienza calcistica dei miei giocatori sarà un vantaggio. Ma nel calcio ci vuole sempre un pizzico di fortuna. Domani sera (oggi, ndr) ci saranno due partite da giocare: quella senza palla, dove dovremmo essere bravi a soffrire e non concedere, e quella con la palla, dove avremo il dovere di fare nel modo migliore ciò che sappiamo fare”.
Ricordo ed emozione
Qualcuno ricorda a Gattuso i passi falsi della Nazionale contro Svezia e Macedonia del Nord, che hanno avuto delle ripercussioni negative anche sull’immagine del calcio italiano. “Non bisogna mai guardare al passato, ma ho nella testa quei maledetti spareggi. Nel calcio, ci vuole un pizzico di fortuna. Quella che è mancata a Jorginho nel rigore che ci avrebbe consegnato la qualificazione al mondiale in Qatar”.
Un Gattuso che si emoziona quando qualcuno gli ricorda le parole d’affetto dell’ex Ct campione del mondo, Marcello Lippi. “Ha detto che gli assomiglio? Ci parlo spesso, ma non nego che ciò che ha detto mi ha emozionato. Non posso che ringraziarlo, anche perché con lui ho un rapporto speciale”.
Avversario
Le due eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord, che sono costate i Mondiali in Russia e Qatar, hanno lasciato il segno e tante incertezze. Naturale, dunque, che al terzo play off consecutivo all’esterno del gruppo azzurro si tema anche un avversario che dovrà rinunciare a tre dei suoi pezzi pregiati come Ballard, Bradley e Lewis e che nella sua rosa ha solo tre giocatori di Premier League e un blocco che gioca in Championship, cioè la nostra serie B.

La nazionale del cinquantaiseienne Michael O’Neill è maestra, da sempre, nel “kick and rush”: lancio lungo e attacco alle seconde palle. Come ha ribadito Gattuso, gli Azzurri dovranno essere bravi ad annusare il pericolo. Sarà importante non commettere falli ingenui, per non dar modo agli avversari di sfruttare i palloni alti. “Loro sistematicamente buttano la palla “in the box”, ha proseguito il Ct azzurro, su qualsiasi fallo commetti il portiere fa un lancio di 70/80 metri con 8/9 giocatori con una fame incredibile pronti a colpire la palla. Vanno a nozze sulle seconde palle. È una squadra verticale, che tutto quello che fa lo fa in maniera egregia. Dovremo farci trovare pronti, stare sul pezzo per novanta minuti sapendo che non esistono più partite facili”.
