17 gennaio 2026 - Aggiornato alle 13:03
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Il caso

Colpo di scena alla raffineria Isab: il tribunale rimette in gioco Lukoil Italia. In bilico il contratto con Ammaturo

Nella tarda serata di ieri, una nota della società che fa capo al colosso russo comunica che tornerà a occuparsi del commercio su gomma dei prodotti degli impianti di Priolo Gargallo

Luisa Santangelo

17 Gennaio 2026, 11:30

11:46

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Il messaggio arriva con un commento di tre parole: «Colpo di scena». Ed è esattamente quello. Ieri il tribunale di Siracusa ha emesso un provvedimento cautelare col quale dispone la prosecuzione del contratto fra Isab srl, la raffineria di Priolo Gargallo, e Lukoil Italia srl, la società controllata dal colosso russo, che fino al 13 dicembre si occupava del commercio via gomma dei prodotti petroliferi provenienti dagli impianti siracusani.

Con una nota inviata a clienti e partner commerciali (per esempio le stazioni di servizio che acquistano la benzina di Isab), Lukoil Italia comunica che «a partire da sabato 17 gennaio 2026, saranno regolarmente ripristinati gli ordini e la programmazione della caricazione presso la raffineria Isab di Priolo, secondo le modalità operative ordinarie precedentemente adottate». Viene così sospeso il contratto che Isab aveva stipulato con Ludoil Energy, la holding campana dell'imprenditore Donato Ammaturo e che ha attualmente in corso una due diligence per l'acquisto dell'intera raffineria, attualmente di proprietà della cipriota Goi Energy.

Nei giorni scorsi, in maniera del tutto inattesa, ai mezzi di Lukoil Italia era stato impedito il caricamento della merce a Priolo a seguito di una comunicazione unilaterale di interruzione del contratto. Isab, cioè, aveva deciso di sostituire Lukoil Italia con Ludoil. Lukoil Italia aveva reagito molto duramente, diffidando Isab dal continuare sulla strada intrapresa e parlando di una rescissione illegittima. Portata poi davanti al tribunale aretuseo, che ieri si è espresso con un'ordinanza cautelare.

Adesso che Lukoil riprende in mano il servizio, comunica a partner e clienti la sua intenzione di tutelare «con determinazione la continuità delle forniture, la propria clientela, i partner logistici, i livelli occupazionali e la stabilità operativa dell'azienda». Perché se per Isab il contratto con Lukoil Italia rappresenta poco meno del dieci per cento del commercio di prodotti petroliferi, viceversa per Lukoil Italia quella con Isab è una commessa rilevantissima.

La crisi di Goi e i rapporti coi russi

Come raccontato oggi da questo quotidiano, l'interruzione improvvisa del contratto fra Isab e Lukoil Italia non era stata presa bene da Litasco, la società svizzera che si occupa del trading petrolifero per conto della "madre" Lukoil, in Russia. Litasco, infatti, ha in corso un contenzioso con Goi Energy, la società cipriota che a marzo 2023 ha acquistato la raffineria Isab. Gli svizzeri chiedono il pagamento dei 150 milioni di euro del prezzo di vendita; soldi che Goi non vuole versare. 

A settembre 2025 la questione è finita prima davanti al tribunale di Milano, che ha emesso un decreto di pignoramento del cento per cento delle quote di Isab a danno di Goi Energy e in favore di Litasco. Poi, a novembre, la storia è finita al tribunale di Roma, che ha accordato a Goi le «misure protettive del patrimonio», preservando Isab da azioni aggressive da parte della sua ex proprietaria (cioè Litasco, appunto). 

In questo contesto, la chiusura unilaterale del contratto di commercio su gomma con Lukoil Italia è stata interpretata quasi come un atto ostile. E ha messo fortemente in discussione le trattative che Litasco e Goi avevano intavolato per arrivare al più presto a un accordo. Ora, ormai, c'è di mezzo un altro tribunale, quello di Siracusa, cui toccherà esprimersi sui rapporti fra Lukoil Italia, Ludoil Energy e Isab, in quella che sembra sempre di più una partita di un gioco di strategia.