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L'incendio alle Ciminiere tiene in ostaggio la stazione di Catania. Da novembre cancellati 60 treni per Giarre e Taormina

Tre fasci di binari su sette sono inutilizzabili perché l'area è stata posta sotto sequestro dopo il rogo. Il comitato pendolari chiede interventi urgenti

12 Febbraio 2026, 14:47

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L'incendio alle Ciminiere tiene in ostaggio la stazione di Catania. Da novembre cancellati 60 treni per Giarre e Taormina

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Negli ultimi mesi molti pendolari che viaggiano in treno sulla tratta tra Catania e Messina hanno dovuto fare i conti con cancellazioni e soppressioni di corse con una frequenza insolitamente superiore. Non solo per il maltempo che puntualmente ha conseguenze sui binari che corrono per larga parte accanto al mare. Da novembre a peggiorare le cose sta contribuendo l'incendio che ha colpito il complesso fieristico Le Ciminiere, distante poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Catania.

Al momento del rogo, attorno al Cutuliscio - l'auditorium a forma di sasso, simbolo di tutta la struttura ripensata dall'architetto Giacomo Leone e andato distrutto dalle fiamme - era stato montato un ponteggio per interventi di manutenzione. Tutta quell'area è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Catania che ha aperto un'indagine sull'incendio. Con ripercussioni anche sulla linea ferroviaria che col Cutuliscio confina. Dal 13 novembre infatti tre fasci di binari sui sette complessivi sono chiusi. Col risultato che la circolazione dei treni è stata fortemente ridotta. 

«La restrizione impedisce il regolare ricovero dei treni e la gestione delle coincidenze - denuncia il Comitato pendolari siciliani Ciufer - Questa limitazione operativa ha comportato, dalla sera dell’evento a oggi, la cancellazione di circa 60 treni per complessivi 30mila km-treno nei collegamenti tra Catania Aeroporto Fontanarossa, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini. Una riduzione drastica del servizio che sta esasperando migliaia di pendolari, studenti e turisti».

Giosuè Malaponti, portavoce del comitato, ha inviato una lettera al prefetto di Catania Pietro Signoriello, al sindaco della città metropolitana Enrico Trantino, all'assessorato regionale alle Infrastrutture e a Rete ferroviaria italiana. «A determinare il blocco dei tre binari - si legge nel documento - è la presenza di un’impalcatura prospiciente il sedime ferroviario della stazione centrale, nonostante siano passati mesi e la struttura abbia resistito persino ai venti estremi del Ciclone Harry, non si registrano passi in avanti per la sua rimozione». 

Da qui la richiesta urgente di intervenire per valutare «una rapida messa in sicurezza con opere provvisionali o procedere all’urgente smantellamento dell’impalcatura» e di «ripristinare la piena capacità dell’infrastruttura per eliminare i disservizi che, sommati ai danni del ciclone sull’asse Messina-Taormina, stanno rendendo impossibile la mobilità ferroviaria nella Sicilia orientale. Non è più tollerabile - conclude Malaponti - che un’impalcatura ferma da mesi tenga in ostaggio il diritto alla mobilità di un intero territorio».

Da Rete ferroviaria italiana fanno sapere che spetta all'autorità giudiziaria dare il via libera per rendere nuovamente fruibili i binari e che una richiesta in tal senso è già stata avanzata alla magistratura etnea. L'ok potrebbe arrivare dopo il deposito della consulenza da parte dei periti nominati dai pm, che dovrebbe avvenire nell'arco di poche settimane.