English Version Translated by Ai
1 aprile 2026 - Aggiornato alle 02:42
×

l'inchiesta di Palermo

Quella «fiera» delle mazzette alle Infrastrutture: arrestato funzionario regionale, sospeso il socio occulto del boss

Le misure disposte dal gip di Palermo dopo gli interrogatori preventivi. Il Riesame intanto lascia in carcere Teresi e Vetro. Restano sotto sequestro i soldi trovati a Iacolino

31 Marzo 2026, 23:11

23:28

Quella «fiera» delle mazzette alle Infrastrutture: arrestato funzionario regionale, sospeso il socio occulto del boss

Seguici su

«Quello là sopra... il direttore dei lavori... vuole quindici... minchia, pari chi semu a fera!!! Di cui dieci glieli ho dati prima di ferragosto...», parlava così due anni fa Giovanni Aveni, l’imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto che per la procura di Palermo è il socio occulto del boss favarese Carmelo Vetro. Il dialogo è nei faldoni dell’inchiesta che ha gettato pesanti nubi sui palazzo della Regione, in particolare nei dipartimenti delle infrastrutture e della sanità. Il direttore dei lavori a cui si riferisce Aveni è Francesco Mangiapane, funzionario regionale, che all’epoca era il Rup dell’appalto per la rimozione della posidonia proveniente dai lavori effettuati tra i mesi di aprile e giugno del 2022 nel porticciolo di Marinella di Selinunte, che era stata stoccata all’interno del Polo Tecnologico di Castelvetrano.

Nel cantiere, gli investigatori (Dia, Sisco e squadra mobile di Trapani) immortalano anche la presenza di Giovanni Filardo, cugino di Matteo Messina Denaro e già condannato per mafia. Aveni affida all’impresa informalmente la movimentazione dell’alga all’impresa di Matteo Filardo, che per la procura però sarebbe di fatto gestita dal fratello Giovanni. L’intercettazione di Aveni rappresenta un po’ il cuore pulsante delle accuse di corruzione mosse ad Aveni e Mangiapane che nei giorni scorsi hanno affrontato gli interrogatori preventivi davanti al gip di Palermo. La procura ha chiesto le misure nei confronti dei due: il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Mangiapane e la sospensione dall’attività per un anno nei confronti di Aveni.

Ieri sono arrivate anche le decisioni del Riesame sull’ex dirigente regionale alle Infrastrutture Giancarlo Teresi e sul boss di Favara, Carmelo Vetro. Il Tribunale ha rigettato il ricorso dei difensori e lasciato in carcere i due indagati. Il Riesame ha però annullato per Vetro la contestazione di detenzione illegale di due fucili. Lo tsunami giudiziario ha coinvolto anche l’ex manager regionale della sanità Salvatore Iacolino, che è indagato di concorso esterno in associazione mafiosa. All’ex europarlamentare sono stati sequestrati più di 70mila euro durante una perquisizione. Il Riesame ha ritenuto inammissibile il ricorso dei legali di Iacolino e confermato il sequestro preventivo