Beni culturali
Teatro antico di Taormina, cambiano punteggi e graduatoria: al primo posto chi offre al Parco il "superbonus" del 125 per cento
L'aggiudicazione provvisoria dovrebbe andare al raggruppamento Cns-Mida ticket, lo stesso che adesso gestisce il Colosseo. Al secondo posto, CoopCulture (che il Colosseo lo gestiva)
Per il Parco di Naxos-Taormina è senza dubbio un affare: le royalties al 125 per cento sono, in pratica, soldi regalati. Perché per ogni euro che un turista spende al bookshop del Teatro Antico, per esempio, il futuro gestore darà all'ente Parco 1,25 euro. Rimettendoci denaro. È anche con questa offerta economica in stile "superbonus" che le società Cns (Consorzio nazionale servizi) e Mida ticket, in raggruppamento temporaneo d'imprese, hanno sbaragliato la concorrenza, classificandosi al primo posto della graduatoria per la conquista di Taormina, Tindari e Isole Eolie.
È questa la conclusione, anche se ancora non definitiva, della lunga gara d'appalto per la gestione integrata dei servizi al pubblico nei siti archeologici della provincia di Messina. Bandita nel 2024 - con un valore di 10.414.207,92 euro - si avvicina al compimento soltanto adesso, dopo due anni nel corso dei quali perfino l'assessore regionale ai Beni culturali, da cui dipende l'avere piazzato là il direttore Carmelo Bennardo (il suo contratto scadrà, per decreto, il 31 dicembre 2028), ha chiesto di vederci più chiaro. Quantomeno di avere informazioni. Le stesse che ha domandato anche la prefettura di Messina, che il 17 marzo ha inviato al Parco archeologico di Naxos e Taormina una lettera nella quale auspica «utili e aggiornate notizie» su concessioni, proroghe e tutele per i lavoratori.
Il fatto è che l'ultima proroga tecnica concessa al precedente gestore scadrà il prossimo 30 aprile. E il Parco ha dichiarato di non volere procedere a postporre ulteriormente il termine del contratto. La società Aditus srl, infatti, gestisce i servizi turistici per Teatro Antico & company dal 2017, sulla base di una gara d'appalto fatta nel 2010 e dichiarata aggiudicata nel 2012. Tra le prime azioni di Bennardo, nominato direttore del Parco di Taormina a dicembre 2025, c'è quella di chiedere al Comune di Taormina la gestione del PalaCongressi, a titolo gratuito, per effettuare il servizio di biglietteria al termine del regno di Aditus. Al 30 aprile, però, mancano 26 giorni (inclusi i festivi) e difficilmente per allora il nuovo raggruppamento - salvo sorprese, Cns e Mida ticket - riuscirà a fare il passaggio di consegne e a entrare in servizio.
Rimane quindi in dubbio chi gestirà biglietti e servizi, nell'interregno tra vecchio concessionario e nuovo. Non esattamente una domanda da poco, considerando che l'architetto Bennardo, che è anche ad interim direttore del Parco archeologico di Siracusa, proprio sulla gestione diretta dei biglietti ha avuto un brutto quarto d'ora dopo una tirata d'orecchie dell'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, sui siti aretursei. A questo argomento si collegano poi le preoccupazioni dei sindacati: al Parco di Taormina lavorano 26 addetti, cioè 26 persone che non sanno bene se transiteranno direttamente da Aditus alla nuova aggiudicataria. O se lo faranno con lo stesso contratto.
Nel frattempo, accadono diverse cose. Intanto, la Centrale unica di committenza della Regione Siciliana ratifica «con effetto retroattivo» gli incarichi che Bennardo si è conferito: da presidente del Parco, si è nominato responsabile unico della procedura e, quindi, presidente della commissione di gara. E in quelle qualità ha prodotto documenti che due settimane fa gli uffici di Palermo hanno provveduto a validare. Così è il direttore Bennardo, nel pieno della sua legittimità, che l'1 aprile dà atto dei punteggi: Cns-Mida in prima posizione con 80,79 punti; nel corso della seduta del 27 marzo, erano 85,5. Gli esiti, fra una seduta e l'altra, sono stati ricalcolati. E consegnano una modifica della graduatoria finale anche piuttosto corposa. Adesso, in seconda posizione dopo Cns-Mida c'è CoopCulture (che prima era terza); a seguire il Consorzio stabile Primo Nomine, Aditus (che era quinta), Civita-Electa (che era in seconda posizione, e scende quindi di tre posti), e infine il consorzio Aion (che rimane ultimo).
Se andranno bene le verifiche e i punteggi rimarranno, stavolta, invariati, Cns-Mida avranno in mano per i prossimi quattro anni il Teatro Antico di Taormina e gli altri beni archeologici e ambientali del Parco. Il canone annuale che pagheranno all'istituzione sarà di 262mila euro, con le citate royalties al 125 per cento (che valevano dieci punti sul totale dell'offerta economica) e un aggio del 19,35 per cento. Quest'ultimo è la cifra che il concessionario ha diritto a trattenere sul totale del costo dei biglietti. Per questo più alto era il ribasso rispetto alla base (che era del 25 per cento) e più punti si ottenevano in sede di offerta tecnica. Se si considera che il biglietto d'ingresso per il Teatro Antico di Taormina, intero, è di 14 euro e che quello, nel 2025, ha fatto poco più di 980mila visitatori, va da sé che il grande affare è l'aggio. Nel bilanciamento degli interessi, insomma, si può pure valutare di regalare soldi da una parte (le royalties) per guadagnarne di più dall'altra (l'aggio).
A qualcuno, però, i conti non tornano. Durante la seduta di gara uno dei partecipanti fa mettere a verbale di non riuscire a comprendere come i calcoli siano cambiati nel giro di quattro giorni. Bennardo replica che i calcoli gli risultano corretti e che, quindi, si va avanti. Cns-Mida il mondo dei beni archeologici lo conosce benissimo: dal 2024 è il concessionario della biglietteria del Colosseo, gestione che ha acquisito da CoopCulture, che dell'Anfiteatro Flavio ha avuto un contestatissimo monopolio per oltre un ventennio. L'alternanza fra le due società si ripropone anche a Taormina, poiché CoopCulture è al secondo posto. Quest'ultima è prima, invece, nell'altra grande gara in corso di aggiudicazione in Sicilia in questo momento: quella per la Valle dei Templi di Agrigento, che gestisce già dal 2016.


