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Il caso

Impianto rifiuti al porto commerciale di Augusta, la società fa un passo indietro: «Non è nel nostro business, nemmeno in futuro»

Hub Cem, dopo il ricorso al Tar vinto, rinuncia allo stoccaggio di 500mila tonnellate di immondizia. Volevano che venisse «riconosciuto il diritto», non «iniziare l'attività»

08 Luglio 2026, 07:00

Augusta port hub

«Il gruppo comunica che non intende realizzare tali impianti in quanto il trattamento dei rifiuti non rientra nel proprio business né nei propri programmi futuri». Hub Cem Augusta spa ci ha ripensato. Con una nota del «gruppo imprenditoriale Gaetano Caruso», l’azienda comunica ufficialmente che lo stoccaggio di 500mila tonnellate di rifiuti nel porto commerciale di Augusta, in provincia di Siracusa, non si farà né ora né, a sentire loro, mai.

Nei giorni scorsi, dell’impianto di Hub Cem si è tornato a parlare per via della vittoria che la società ha ottenuto di fronte al Tar di Catania, che aveva ritenuto illegittimo l’annullamento dell’autorizzazione allo stoccaggio dell’immondizia, finalizzato alla spedizione via nave, che la Regione Siciliana aveva concesso alla ditta. Una storia che aveva da subito attirato l’attenzione pubblica per via del silenzio serbato dalle amministrazioni regionali e locali (dipartimento Ambiente, Arpa e Comune di Augusta, per citare le prime) rispetto alla concessione o meno del permesso. Al clamore mediatico era seguita le prese di posizione del sindaco megarese, che aveva chiesto alla Regione di annullare tutto. E la Regione, in autotutela, lo aveva fatto.




Così Hub Cem aveva fatto ricorso al Tar. I giudici amministrativi avevano ritenuto «illegittimo» il comportamento dell’amministrazione regionale e fuori tempo massimo quello del Comune. Nonostante i giudici, però, Hub Cem fa un passo indietro. E lo annuncia con una nota inviata a questo giornale, dopo avere comunicato alle istituzioni locali «che l’attività di recupero rifiuti non è mai stata avviata e che è venuto meno l’interesse al mantenimento del relativo titolo abilitativo». Il ricorso, dicono, era motivato dall’interesse ad «avere riconosciuto il proprio diritto di realizzare tale implementazione alla propria struttura e non per iniziare tale attività».


I cittadini possono, insomma, tirare un sospiro di sollievo (metaforico, visti i miasmi che ormai da settimane vengono denunciati): quelle 500mila tonnellate di immondizia l’anno non stazioneranno sulla banchina del porto. Una battaglia in meno da combattere per gli augustani. Da giorni, infatti, si raccolgono le firme per una petizione promossa da Avs e M5s affinché «il Comune revochi il parere positivo già espresso» alla discarica per rifiuti speciali e pericolosi in contrada Marcellino, da parte della società Log Service al servizio dell’inceneritore della Gespi.