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Il caso

Minacce di morte all'arbitro La Penna dopo Inter-Juve. Il consiglio della polizia di non uscire di casa

Dopo la denuncia del fischietto romano la Procura di Roma aprirà un'indagine

16 Febbraio 2026, 18:06

18:08

Minacce di morte all'arbitro La Penna dopo Inter-Juve. Il consiglio della polizia di non uscire di casa

L'arbitro Federico La Penna (al centro) parla con Pierre Kalulu della Juventus durante la partita di calcio di serie A tra Inter e Juventus allo stadio Meazza, 14 febbraio 2026 (Ansa/Matteo Bazzi)

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"Ti sparo", "ti ammazzo", "ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti". Sono alcune delle minacce ricevute dall'arbitro Federico La Penna nelle ore successive al big match dei gironi scorsi tra Inter e Juventus. Le aspre polemiche per una partita di calcio si sono trasformate in una persecuzione digitale: intimidazioni di morte, riferimenti precisi all'indirizzo di casa e minacce estese alla moglie e alle due figlie del direttore di gara. Il 42enne fischietto romano, avvocato nella vita privata e padre di due bambine, non ha lasciato correre. Come riferito dal Corriere dello Sport, La Penna ha raccolto e archiviato chat, commenti e messaggi privati, costruendo un dossier che è stato prontamente consegnato alla Polizia Postale. Che, secondo quanto riportato da Repubblica, avrebbe consigliato a La Penna di non uscire di casa.

L'episodio scatenante

La violenza verbale si è scatenata all'indomani della sfida di San Siro, pesantemente condizionata dalle polemiche arbitrali. Al centro della rabbia degli haters c'è l'errore tecnico commesso da La Penna: l'espulsione del difensore bianconero Pierre Kalulu, scaturita da una simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni. Un clima già teso, esacerbato anche dal duro confronto avvenuto nel tunnel degli spogliatoi a fine primo tempo tra l'arbitro e i dirigenti della Juventus, Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Sui social sono quindi arrivati messaggi offensivi e minatori che hanno raggiunto anche lo stesso Bastoni e la moglie, con attacchi legati all'episodio della simulazione e inquietanti riferimenti alla loro figlia.

L'indagine in corso

Secondo quanto apprende l'Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio è già al lavoro per analizzare i profili da cui sono partite le minacce e risalire all'identità dei responsabili. Nel frattempo, la Procura di Roma attende la ricezione formale della denuncia presentata da La Penna. Gli atti verranno trasmessi a piazzale Clodio, dove finiranno sul tavolo del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, pronto ad aprire un fascicolo d'indagine per perseguire gli autori di queste gravi intimidazioni.