Il caso
Minacce di morte all'arbitro La Penna dopo Inter-Juve. Il consiglio della polizia di non uscire di casa
Dopo la denuncia del fischietto romano la Procura di Roma aprirà un'indagine
L'arbitro Federico La Penna (al centro) parla con Pierre Kalulu della Juventus durante la partita di calcio di serie A tra Inter e Juventus allo stadio Meazza, 14 febbraio 2026 (Ansa/Matteo Bazzi)
"Ti sparo", "ti ammazzo", "ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti". Sono alcune delle minacce ricevute dall'arbitro Federico La Penna nelle ore successive al big match dei gironi scorsi tra Inter e Juventus. Le aspre polemiche per una partita di calcio si sono trasformate in una persecuzione digitale: intimidazioni di morte, riferimenti precisi all'indirizzo di casa e minacce estese alla moglie e alle due figlie del direttore di gara. Il 42enne fischietto romano, avvocato nella vita privata e padre di due bambine, non ha lasciato correre. Come riferito dal Corriere dello Sport, La Penna ha raccolto e archiviato chat, commenti e messaggi privati, costruendo un dossier che è stato prontamente consegnato alla Polizia Postale. Che, secondo quanto riportato da Repubblica, avrebbe consigliato a La Penna di non uscire di casa.
L'episodio scatenante
La violenza verbale si è scatenata all'indomani della sfida di San Siro, pesantemente condizionata dalle polemiche arbitrali. Al centro della rabbia degli haters c'è l'errore tecnico commesso da La Penna: l'espulsione del difensore bianconero Pierre Kalulu, scaturita da una simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni. Un clima già teso, esacerbato anche dal duro confronto avvenuto nel tunnel degli spogliatoi a fine primo tempo tra l'arbitro e i dirigenti della Juventus, Damien Comolli e Giorgio Chiellini. Sui social sono quindi arrivati messaggi offensivi e minatori che hanno raggiunto anche lo stesso Bastoni e la moglie, con attacchi legati all'episodio della simulazione e inquietanti riferimenti alla loro figlia.
L'indagine in corso
Secondo quanto apprende l'Adnkronos, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Lazio è già al lavoro per analizzare i profili da cui sono partite le minacce e risalire all'identità dei responsabili. Nel frattempo, la Procura di Roma attende la ricezione formale della denuncia presentata da La Penna. Gli atti verranno trasmessi a piazzale Clodio, dove finiranno sul tavolo del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, pronto ad aprire un fascicolo d'indagine per perseguire gli autori di queste gravi intimidazioni.


