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28 marzo 2026 - Aggiornato alle 18:30
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la manifestazione

I Sì Ponte a Messina sono circa un migliaio. «Questo progetto non finirà come il referendum, i cittadini lo vogliono»

Centrodestra, sindacati e associazioni si sono dati appuntamento oggi pomeriggio per sostenere l'opera. Bianco e Salvini si stringono la mano sul palco. Schifani: «È il sogno dei siciliani»

28 Marzo 2026, 16:54

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salvini messina ponte

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Sindacati, partiti del centrodestra e società civile. Sono circa un migliaio le persone che si sono radunate di fronte al Municipio di Messina per sostenere il progetto del ponte sullo Stretto. Presente anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Appena arrivato, gli viene consegnata una maglietta con la scritta: "Il ponte unisce l'Italia", che lui sventola a favore di pubblico. Poi una stretta di mano con Enzo Bianco, l'ex sindaco di Catania del Pd che è presente sul palco perché favorevole all'opera. «Sono sempre stato a favore e non cambio idea perché qualcun altro dice che non va realizzata - dice Bianco - È un'occasione straordinaria, unica per uno sviluppo che non abbiamo avuto mai in decenni. Il governo a cui io ho partecipato, dopo attenta valutazione, decise che il ponte andava realizzato . E io non cambio idea perché governa adesso un’altra parte politica». Parole in breve rilanciate anche dai comunicati stampa ufficiali della Lega siciliana. Sono circa 40 le sigle che hanno firmato a sostegno della manifestazione. 

Salvini è l'ultimo a parlare: «Non è il ponte della Lega, ma un'opera che fa risparmiare soldi, tempo e inquinamento. Lo vogliamo chiamare il Ponte della pace. Come cambia la vita dei pendolari con una metropolitana che collega Sicilia e Calabria? I no sono ideologici e pregiudiziali. C'è chi dice: "Chissà che interessi ha Salvini sul Ponte...". Ma quali interessi? Il Ponte sarà il più grande messaggio di orgoglio e speranza anche per gli italiani all'estero. Poi come fanno pseudo ambientalisti a un'opera che toglie miglia di Co2...». 

Il ministro ricorda che «all’infrastruttura si aggiungerà la Metropolitana della Stretto con duecento corse al giorno tra la Sicilia e la Calabria, a beneficio dei pendolari, dei professionisti, delle famiglie e dei giovani. Oggi questa piazza del
dimostra che si può manifestare senza lasciare vetrine rotte, macchine sottosopra e con le forze dell’ordine a rischio sommossa. I No servono solo ad impedire il progresso. I Sì invece permettono oggi lavori in Sicilia già per 50 miliardi per le strade, le autostrade, le ferrovie, i porti, gli acquedotti, le case popolari e tante altre opere. La manifestazione di oggi non è la risposta al No del referendum. È un risultato che rispettiamo, ma abbiamo l’obbligo di lavorare ad un sistema giudiziario migliore, anche con il supporto degli stessi magistrati». 

In piazza Unione europea, sulle note di Gino Paoli arriva l'amministratore della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci che ribadisce l'ultima versione del cronoprogramma: «Noi contiamo di completare l'iter procedurale entro settembre, così per ultimo trimestre del 2026 si può dare avvio alle prime attività sul territori: le opere propedeutiche, la ricerca dell'archeologia, le interferenze, ma anche le opere compensative concordate con Messina, Villa San Giovanni e Reggio». Sei mesi, quindi, per dare risposta all'elenco di carenze nell'iter progettuale evidenziate dalla Corte dei Conti. «Preoccupati per una eventuale crisi di governo?», gli chiedono i giornaliste. «Non sono un politico - risponde - ma sarebbe poco sensato fermare il progetto o rallentarlo, perché significa tempi e costi in più». Ciucci afferma che da quando è stata aperta la possibilità di candidarsi per lavorare col contraente generale, «sono arrivate 25mila candidature».

Sul palco il presidente della Regione Renato Schifani: «Noi ci crediamo - dice - lo abbiamo cofinanziato con 1,3 miliardi di euro, il Ponte è il sogno dei siciliani e noi vogliamo che i sogni si trasformino in realtà». Poi, parlando di se stesso in terza persona aggiunge: «Schifani è un alleato di ferro di Salvini per il ponte come per tutte le infrastrutture dove il Mit ha dimostrato di esserci. Questa manifestazione dà la spinta a chi tentenna e ai No a prescindere».

La Lega è arrivata in massa. Oltre a Salvini, anche il sottosegretario Alberto Durigon che rassicura: «Non ci sarà nessuna crisi di governo. Oggi - sottolinea - la società civile si è riunita qui, noi siamo venuti per dare manforte». Sui rilievi dell'Autorità Anticorruzione che ha recentemente ribadito quanto sostenuto da tempo e cioè che i costi lievitati del progetto - 13,5 miliardi di euro - superano del 50 per cento quelli stimati dieci anni fa e quindi obbligano a fare una nuova gara d'appalto, secondo le regole del diritto europeo, Durigon risponde: «C'è la volontà del Parlamento, cercheremo di dare risposta ai cavilli burocratici che hanno spesso bloccato le opere in Italia. Ma il ponte non finirà come il referendum: non mi pare che i cittadini non lo vogliano, basta vedere chi c'è oggi qui».

C'è anche l'imprenditore dei traghetti Vincenzo Franza, che ha ormai da tempo lasciato le posizioni contrarie al Ponte. «Traghetti e ponte dicono che non vanno d’accordo - dice - ma da imprenditore dico che si rivitalizzerà l'economia e la città. Da siciliano trasformerà la nostra isola in un prolungamento dell’Europa al centro del Mediterraneo. Le Isole Eolie, il ponte e Taormina saranno tre pilastri turistici».

Secondo l'avvocato Ferdinando Rizzo, referente messinese di quel pezzo di imprenditoria e società civile che vuole il ponte, la mega infrastruttura è necessaria per fermare l'emigrazione dalla Sicilia. Negli ultimi 40 anni abbiamo perso 800mila abitanti, 40mila solo a Messina, perchè mancano la connessione e l'intermodalità al resto dell'Italia e dell'Europa. Senza il ponte non ci sarà futuro. Noi temiamo solo la politica, le opposizioni che in 15 anni hanno bloccato l'Italia, fermandola a Napoli e Salerno».

I segretari generali della Cisl Messina e Reggio Calabria, Nino Alibrandi e Nausicaa Sbarra sottolineano la necessità di coinvolgere i territori: «Le comunità vanno coinvolte - dicono - se il progetto partirà ci saranno grandi disagi che dovranno essere capitalizzati in termini di opportunità sul territorio, Messina e Reggio non possono essere escluse». E ancora: «L'opera va inserita in un piano organico complessivo e di potenziamento delle infrastrutture al Sud, dentro una cronica di lavoro di qualità, sicurezza, legalità e tutela dell'ambiente».