20 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:39
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l'approfondimento

Promossi e bocciati, tutte le presenze e gli interventi dei deputati dell'Ars nelle commissioni (e le deboli sanzioni previste)

Da chi non è mai intervenuto nelle tre commissioni a cui è stato destinato ai più virtuosi. La mappa emerge da un lavoro del deputato del M5s Adriano Varrica

20 Febbraio 2026, 12:32

18:54

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Se l'Assemblea regionale siciliana non riesce ad approvare una riforma che sia una, figuriamoci come vanno le cose nelle commissioni parlamentari da cui quelle leggi passano prima dell'approdo in aula e dove dovrebbero essere discusse e perfezionate. Una fotografia impietosa l'hanno scattata il deputato del Movimento 5 stelle Adriano Varrica e il suo staff, con un approfondimento che ha preso in esame tutti i verbali delle sette commissioni legislative permanenti dall'inizio della legislatura fino al 10 febbraio 2026.

Ne viene fuori che in media la presenza dei deputati alle sedute arriva al 51 per cento, mentre gli interventi - elemento che contraddistingue una partecipazione attiva - si fermano al 16 per cento. Ma se queste sono le medie, c'è naturalmente chi spicca per impegno e chi è fermo allo 0 per cento. 

«Una premessa è doverosa - spiega Varrica - analisi quantitative non possono ritenersi esaustive per giudicare l’attività di un deputato dentro le istituzioni. Si può risultare sempre presenti ma non contribuire o incidere sull’attività legislativa, di indirizzo o di controllo; si possono presentare caterve di atti (interrogazioni, mozioni, disegni di legge, etc.) senza che questi abbiano una reale utilità. Ciò non toglie che alcuni numeri sull’attività parlamentare dovrebbero essere trasparenti e di facile accesso al fine di contribuire alla valutazione complessiva dell’operato del singolo deputato o gruppo politico».

La classifica degli interventi nelle commissioni

LA CLASSIFICA DEI PARTITI

Stando allo studio realizzato, il partito che spicca per assenze e scarso impegno nelle commissioni è la Lega. La frequenza alle commissioni dei cinque deputati - Salvatore Geraci, Giuseppe Laccoto, Luca Sammartino, Vincenzo Figuccia e Girolamo Turano - è appena del 18 per cento. Addirittura si scende al 6 per cento prendendo in considerazione gli interventi, in pratica uno ogni 20 sedute. 

Risalendo la classifica della partecipazione alle sedute troviamo l'Mpa col 34 per cento, Sud chiama Nord col 38 per cento, Forza Italia col 42 per cento, Fratelli d'Italia col 59 per cento. Sul podio dei virtuosi al terzo posto il Pd con il 59 per cento di presenze, seconda la Dc con il 63 per cento, al primo il Movimento 5 stelle col 69 per cento. 

«Purtroppo – spiega Varrica – il dato sulle presenze da solo non basta a certificare l'interesse del deputato per le materie trattate in commissione. Frequentemente i deputati si presentano alle sedute solo per firmare e certificare formalmente la propria presenza, anche allo scopo di evitare multe in caso di votazione. Per questo abbiamo deciso di affiancare al dato relativo alla presenza quello relativo all'effettuazione di almeno un intervento da parte del deputato durante le varie sedute di commissione, unico indicatore oggettivo di partecipazione attiva estrapolabile dai resoconti».

Nasce così la seconda graduatoria che prende in esame gli interventi effettuati durante le commissioni: la media dell'intera assemblea è di quasi il 16%, scende al 10% se si considerano solo i deputati di maggioranza. Detto della Lega e del triste primato negativo del 6 per cento, risalendo la classifica si trova Forza Italia con l'8 per cento, l'Mpa con l'11 per cento, Sud chiama Nord con il 12 per cento, la Dc con il 13 per cento, Fratelli d'Italia con il 15 per cento, il Pd con il 26 per cento e il Movimento 5 stelle, anche qui primo, con il 27 per cento. 

È chiaro che chi siede tra i banchi dell'opposizione ha maggiori motivi per intervenire quando si discute di una legge che sta prendendo forma, soprattutto quando questa è di iniziativa del governo. Ma i numeri sono impietosi e testimoniano che c'è qualcosa che non va nel meccanismo legislativo. «Le commissioni – ammette lo stesso Varrica – che dovrebbero essere il cuore pulsante dell'attività legislativa e di controllo, il luogo in cui si approfondiscono e si dibattono i temi e si dovrebbero produrre le modifiche legislative cruciali per la Regione, purtroppo sono vissute dalla maggior parte dei deputati come un organo del tutto secondario, buone solo per qualche audizione territoriale, e con la media di convocazione di una seduta a settimana in oltre tre anni di legislatura. Il tutto è aggravato dal fatto che le norme già di bassa fattura esitate dalle commissioni vengono spesso stravolte in Aula in base agli umori del momento».

Centrale è sicuramente quest'ultimo aspetto: l'Ars si è dimostrata incapace di legiferare su qualsiasi tema che non sia una legge economica o la spartizione di mance e mancette. Una paralisi che affonda le radici soprattutto nelle divisioni interne al centrodestra che dovrebbe avere in mano la regia dell'aula. A certificarlo, nell'ultima seduta, è stato anche il capogruppo della Lega Salvatore Geraci: «Dobbiamo decidere se fare la maggioranza o no», ha detto dopo il disastro del disegno di legge sugli enti locali, in gestazione da tre anni e quasi del tutto affossato all'Ars. 

LE CLASSIFICHE NELLE SINGOLE COMMISSIONI

La classifica degli interventi nelle commissioni

Guardando alle posizioni dei 70 deputati, ne viene fuori un quadro di luci e ombre con un parlamentare da record: Riccardo Gallo, agrigentino di Forza Italia, fermo a zero interventi nelle tre commissioni di cui fa parte. 

Nel dettaglio, in commissione Affari istituzionali il più presente sia per presenze che per interventi è Mario Giambona, del Pd. Mentre quello che ha collezionato più assenze è Gianfranco Micciché, oggi al Misto, con l'11 per cento di sedute timbrate. L'ex presidente dell'Ars, però, ha preso almeno la parola nel 5 per cento dei casi, stessa bassa percentuale a cui si ferma Lidia Adorno, del M5s (subentrata all'Ars a ottobre del 2024). Zero interventi invece per il collega Gallo che registra il 25 per cento di presenze. 

In commissione Bilancio spiccano positivamente Fabio Venezia, del Pd (69 per cento di presenze con 39 per cento di interventi) e Giuseppe Catania, di Fdi (almeno finché è stato deputato, è infatti decaduto a luglio 2024, ha collezionato il 74 per cento di presenze e il 31 di interventi). Il peggiore nel registro presenze è Cateno De Luca con il 10 per cento a cui fa seguire l'8 per cento di interventi. Peggio di lui come produttività fa Michele Mancuso, il deputato di Forza Italia arrestato due giorni fa per corruzione, che si ferma al 3 per cento di interventi. 

In commissione Attività produttive i più presenti sono Dario Safina, del Pd (82 per cento), che è anche il più produttivo con il 33 per cento di interventi, seguito da Alessandro Porto con l'80 per cento. Male il solito Gallo e Roberto Di Mauro, capogruppo del Mpa, mai intervenuti in tre anni di lavori. 

Sono due parlamentari Cinque stelle - Adriano Varrica e Cristina Ciminnisi - i più presenti (rispettivamente 83 e 81 per cento) e i più produttivi (il primo 59 per cento, la seconda 48) in commissione Ambiente. In fondo alla classifica Vincenzo Figuccia della Lega (16 per cento di presenze e 4 per cento di interventi). Peggio di lui per produttività, seppur presente nel 68 per cento dei casi, è la collega della Dc Serafina Marchetta che è intervenuta solo nel 2 per cento delle occasioni.

Ci sono tre donne in cima alla classifica della commissione Cultura. La più presente è Valentina Chinnici, del Pd, con l'85 per cento, seguita da Ersilia Saverino, sempre Pd, con l'81 per cento e da Roberta Schillaci, del M5s, col 77 per cento. Quest'ultima è anche la più interventista con il 45 per cento. In fondo Luisa Lantieri, di Forza Italia: 7 per cento di presenze e 1 per cento di interventi, tanti quanti il suo collega di partito Riccardo Gennuso e il meloniano Giuseppe Bica

In commissione Salute spiccano positivamente Carlo Gilistro, del M5s, (86 per cento di presenze, 35 per cento di interventi); Giuseppe Zitelli, di Fratelli d'Italia (83 per cento di presenze, 22 per cento di interventi) e Giovanni Burtone, del Pd, che nonostante i problemi di salute fa registrare l'82 per cento di presenze e il primato di produttività con il 53 per cento di interventi. Da contraltare fanno l'autonomista Ludovico Balsamo, pure lui spesso impossibilitato per ragioni di salute, (25 per cento di presenze e 3 per cento di interventi) e Nicola D'Agostino (17 per cento di presenze, 7 per cento di interventi).

Infine la commissione sull'Esame delle Attività dell'Unione europea è quella dove in generale si parla meno: zero interventi per Gallo, Gaspare Vitrano (Forza Italia), Giorgio Assenza (Fratelli d'Italia), Marianna Caronia (Noi Moderati) e Balsamo

LE BLANDE SANZIONI

Il regolamento dell'Ars prevede una decurtazione dell'indennità in caso di assenza dalle commissioni. Ma con una serie di paletti che ne depotenziano l'efficacia: il taglio avviene solo se nella seduta è prevista una votazione; la prima assenza viene abbuonata e al massimo si tolgono due gettoni di presenza (180 euro a seduta). Inoltre sono esclusi dal regime sanzionatorio tutti i componenti degli uffici di presidenza dell'Ars, i presidenti di gruppo e i presidenti di Commissione: in pratica la metà dei 70 deputati eletti sono ritenuti presenti a prescindere da tutto.

Ecco perché, immaginando delle soluzioni, Varrica suggerisce «con un semplice decreto del Presidente dell’Assemblea» di «estendere la sanzione per le assenze a tutte le sedute di Commissione – a prescindere da quelle in cui si vota -, pur nella consapevolezza che diversi deputati già oggi firmano senza effettivamente partecipare alla Commissione. Sarebbe comunque un passo in avanti». Ma soprattutto di reintrodurre la diretta streaming delle sedute delle commissioni, come avviene sia a Roma che a Bruxelles.

Anche l'Ars per un periodo si era adeguata per poi fare marcia indietro, appellandosi a cavilli procedurali. In tal senso il Movimento 5 stelle presenterà una proposta di modifica al regolamento dell'assemblea. «La trasparenza - sottolinea il deputato autore del report - è l'unico elemento che possa generare un minimo di pressione rispetto a un migliore lavoro in commissione. Il controllo diretto dei cittadini potrebbe essere un forte stimolo per i deputati a frequentare più assiduamente le sedute e a contribuire più attivamente ai lavori».

L’onorevole Serafina Marchetta intende precisare quanto segue: “Non sono mai stata assente ai lavori dell’Aula parlamentare e ho sempre garantito la mia presenza e il mio contributo nelle Commissioni di cui faccio parte. I dati riportati nell’articolo non rappresentano correttamente l’impegno quotidiano e concreto che svolgo. È opportuno chiarire che molto spesso le Commissioni si riuniscono in contemporanea. In tali casi, è materialmente impossibile essere presente in due sedi nello stesso momento. La scelta di partecipare a una seduta piuttosto che a un’altra avviene sempre con senso di responsabilità, valutando priorità, urgenze e rilevanza dei provvedimenti in discussione. Il mio lavoro istituzionale non si misura esclusivamente dal numero di interventi registrati, ma dall’impegno costante nello studio degli atti, nel confronto con i colleghi, nella predisposizione di proposte e nell’attenzione ai territori che rappresento. Continuerò a svolgere il mio mandato con serietà, responsabilità e rispetto verso le istituzioni e i cittadini, come ho sempre fatto”