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Agrigento, la pianista Rita Capodicasa e il rapporto di Pirandello con la musica

L'evento al palacongressi in occasione della presentazione del volume dedicato al Fondo Fotografico Eredi Stefano Pirandello

Di Redazione |

Si è svolta, al palacongressi di Agrigento, la presentazione del volume dedicato al Fondo Fotografico Eredi Stefano Pirandello della Biblioteca Museo Regionale “Luigi Pirandello”, curato da Michele Di Dio e Rosalba Motta, un importante contributo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio bibliotecario, dipendente del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. Molto significativi gli interventi della scrittrice Giovanna Giordano, Rino Caputo, Rosario Maniscalco, Michele di Dio e Cetta Brancato. È stato inserito un doppio intervento musicale curato dalla pianista e dottoranda di ricerca Rita Capodicasa (nella foto), dietro il quale vi è una ricerca sui rapporti di Pirandello con la musica, finora poco studiati a vantaggio delle arti visive e la fotografia. Un Pirandello già avido di sperimentazioni sin dagli anni di Bonn quando nelle lettere alla sorella manda i fili d’erba raccolti dalla tomba di Schumann: di Bonn si dice “Beethoven vi nacque e Schumann vi giace”. Eseguendo al pianoforte il brano “la Smania” di Ernesto Antonio Luigi Coop, suonato dalla sorella Lina e citato pure nella novella “Il no di Anna” è stata riprodotta la stessa atmosfera delle riunioni familiari dei giovani Pirandello. Il secondo intervento ha visto il violoncello di Mauro Cottone eseguire il famoso Largo di Giuseppe Mulé (1885-1951), altro compositore siciliano autore di un’opera lirica “Liolà” su testo pirandelliano.

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