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Così a Licata mafia e massoneria volevano fondare un partito

Di Franco Castaldo |

Licata. La mafia licatese, in combutta con la massoneria, progettava di creare un partito politico.

Un partito politico a tutti gli effetti, utile ai bisogni della consorteria mafiosa, tale da poter comandare “a Licata a Palermo e in Sicilia”.

Sono sfrontati i mafiosi licatesi che non esitano a definirsi lo “Stato siamo noi”, immagine plastica captata dalle microspie dei carabinieri del Ros di Palermo che su incarico della Dda del capoluogo regionale (il Pm è Claudio Camilleri) hanno smantellato un’agguerrita cosca, a Licata, che aveva posato i suoi tentacoli su tutto.

E’ il 21 ottobre 2016. I carabinieri del Ros da tempo monitorano e intercettano personaggi “sensibili”. Uno, in particolare, si rivela di grande spessore: Giovanni Mugnos, ufficialmente imprenditore agricolo, in realtà “uomo-ombra” del professore di Cosa nostra licatese e regionale, Giovanni Lauria nonché interfaccia, per conto del boss, di Lucio Lutri, maestro venerabile di loggia massonica.

Mugnos vive nel terrore di essere intercettato e provvede quotidianamente a bonificare auto e luoghi nella sua disponibilità. Crede di essere più furbo degli investigatori. E ritenendo di essere al sicuro, si lascia andare. E parla, parla. Fino ad incastrare se stesso e i suoi amici.

Giovanni Mugnos, Giovanni Galifi e la moglie Maria Paola Gueli vengono ascoltati mentre si trovano a bordo dell’auto Nissan Pathfinder in uso all’imprenditore.

Scrivono i carabinieri: “Mugnos racconta di aver parlato del futuro politico del figlio e di altre persone di sua conoscenza “a lui avvicinate” con lo scopo di formare un partito politico che sia forte oltre che a Licata anche a Palermo e in Sicilia: “…e gli ho proposto ieri alcune persone che sono avvicinate a me ed a Angelo …perché Angelo non lo può fare … gli ho detto “li conosci queste persone …ti stanno bene queste persone …che sono state a Palermo che hanno …avuto in mano… a Palermo e avvicinate a Noi… va benissimo! Questo… questo no leviamolo… Angelo non può apparire per il nome che porta per il… non può apparire… quindi io e Angelo siamo quelli che porteremo …incompr… come infatti c’è… questa persona … mio figlio … e la moglie dì Angelo… va benissimo! …… Omississ … E lui è d’accordo con me…poi dice… per quale minchia di motivo dice … lo Stato decide che ti deve levare i terreni a te… chi è sto Stato… se lo Stato siamo noi perché ti deve levare le terre? Esatto! E’ mafia? Non è Mafia … è ragionare di… chi è che si è rotto il culo a fare levare queste cose… quindi trovare la Legge per l’escamotage … … omissis … “.

Le indagini non sono state ultimate. Si aspettano positivi esiti.

Intanto, Mugnos prosegue la conversazione aiutando in maniera insperata i carabinieri quando afferma “di essersi messo a disposizione del Lutri per contattare chiunque fino in Calabria o a Roma. Aggiunge che lo scopo del Lutri è quello di dare un immagine positiva del gruppo e curare nello stesso tempo gli interessi. Cita a tal proposito la parola “paraculismo… far vedere … aiutare le persone bisognose … e lo faremo … lo faremo “.

“Galifi – scrivono ancora i Cc – dice di non gradire tale modo diplomatico di fare, preferendo le maniere forti e supponendo che non vi siano le persone adatte ad imporsi con la forza ad eventuali ostacoli. Chiede al Mugnos se il gruppo di cui fa parte abbia le capacità di agire in tal senso. Mugnos lascia intendere che al momento la via migliore è quella diplomatica “fare mangiare le persone con la giusta misura per come vogliono mangiare … ma io devo avere il potere di farle mangiare”. Mugnos riferisce che il potere per poter fare tutto ciò è dato dalla Massoneria ma Galifi insiste nel dire che egli preferisce metodi duri a quelli diplomatici.

La teoria di Galifi è rassegnata in questa intercettazione: “che loro sono fermi perché per ora devono stare fermi… (si sovrappongono le voci n.d.r.) … però è bello pure fare… domani questo qua deve saltare in aria… domani questo salta all’aria… è bello pure Giò! Questo tipo di cose …”.

E Mugnos di rimando: “Giò… se io domani arrivo qua ..mi senti a me… metti che io domani arrivo quà… entro qui dentro… che sono belle questi mobili…ma… non è un peccato che questi mobili quà si potrebbero rovinare? Dice ma che sta dicendo?… va bene le conviene … io l’avviso… sono un assicuratore … le conviene farmi una forma assicurativa altrimenti …incompr… perché si comporta male lei… ci vogliono 2000 euro al mese…e a lei non succede niente… E facciamo questo…duemila …duemila … incompr… con i soldi ….”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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