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Il figlio di Letizia Agata Consoli”Mia madre non era abbandonata”

Il figlio di Letizia Agata Consoli ”Mia madre non era abbandonata”

Vincenzo Occhiato, 28 anni, aspirante ufficiale di Marina mercantile, racconta chi fosse davvero sua madre, Letizia Agata Consoli, uccisa alla Plaia da Zakaria Ismaini, marocchino, reo confesso dell’omicidio

Di Carmen Greco |

«Vorrei parlare di una donna normale che era una madre, una nonna, una sorella». Parla di sua madre, Vincenzo Occhiato, 28 anni, e sua madre è, anzi era, Letizia Agata Consoli, la 50enne trovata morta sul bagnasciuga della Plaia e per il cui omicidio è stato arrestato Zakaria Ismaini, marocchino, ritenuto responsabile di un altro omicidio in Puglia e forse di un altro ancora a Rimini.

Che tipo di persona era?

«Una donna che aveva la sua vita e il suo modo di vivere, magari diverso dal nostro».

Che lavoro faceva? «Lei era dietista aveva anche il diploma di ottico, ma non aveva mai trovato lavoro, in questo periodo badava alla nonna, sua mamma, che ha avuto due ictus».

Quanti siete in famiglia? «Io sono figlio unico, ho una moglie e una bambina di cinque anni. Abitiamo vicino casa sua, a San Cristoforo. Le lasciavo la bambina, ogni tanto uscivamo per una pizza, veniva spesso e volentieri anche casa mia, però amava passeggiare, aveva le varici e le faceva bene camminare sulla battigia della Plaia, oppure andava a raccogliere verdura nelle vicinanze. Chi pensa che fosse una persona “abbandonata” a se stessa, non la conosceva. Di mia madre si sono dette tante cose alle quali non ho potuto controbattere. Era una persona normale. Lavorava in casa, realizzava soprammobili, bricolage, ogni tanto li vendeva, altre volte no. Da tre anni badava a mia nonna, un lavoro non lo cercava più. Quando mia nonna giocava a carte con altre signore della sua età, lei usciva. le piaceva stare con gli altri. Se passeggiava alla Plaia e qualcuno la disturbava lei non si faceva problemi a rivolgergli la parola, era una persona socievole con la gente, le piaceva conoscere persone, ma non per cercare fidanzati. Non era una persona buttata in mezzo ad una strada come hanno insinuato alcuni giornalisti… ».

Suo padre?

«Mio papà è morto d’infarto quando avevo 10 anni. Erano separati, lui lavorava a Roma in un’agenzia immobiliare».

Come si manteneva sua madre?

«Con la pensione della nonna. Ci pagava l’affitto e si mantenevano».

Sua madre chattava su internet?

«No. Qualche volta veniva a casa mia per fare delle ricerche su google su cose che le interessavano, ma non era nemmeno su facebook, non le interessava».

Che idea s’è fatto del tizio che è stato arrestato per l’omicidio?

«E’ un folle che doveva essere arrestato da tempo. Se avevano il dna, se avevano le intercettazioni dell’altro omicidio, perché non è stato arrestato prima? ».

Sua madre gliene aveva mai parlato?

«No, non me le raccontava queste cose… ».

Ma lei non hai mai pensato che sua madre avrebbe anche potuto trovare un compagno?

«Ma io me lo sarei anche augurato… Non un marocchino, però. E comunque, che io sappia, non si frequentavano. Può darsi che si siano conosciuti, che si siano scambiati il numero di telefono. Ma io, purtroppo, lavoro nella Marina mercantile, sono allievo ufficiale e sono stato 18 mesi imbarcato, non ho visto nemmeno mia figlia e non sono stato molto presente, questo lavoro ti lascia lontano dalla famiglia… Magari sono stato fuori e molte cose non le so, ho la mia vita, la mia famiglia, mia figlia… Forse se avessi ancora abitato a casa con lei avrei potuto conoscere più cose».

E’ stato detto che fosse in preda alla depressione…

«Io so che non è mai stata da un medico per questo motivo. Certo, si era arresa nella ricerca di un lavoro, ma aveva il suo modo di vivere… ».

Quando dice così che cosa intende?

«Che sarebbe come se domani io mi svegliassi, perché non ho più un lavoro, e mi mettessi a fare bricolage. Facessi quello che più mi piace fare, lasciassi stare tutto il mondo fuori, così come funziona, e mi vestissi come dico io».

Ma perchè, sua madre come si vestiva?

«Con colori vivaci, cappelli strani, era stravagante».

Mi pare di cogliere una punta di disapprovazione… «Un po’ si, per me era un poco pesante, soprattutto con gli amici miei. Le dicevo “levati quel cappello che non mi piace completamente… ”, ma poi lei era fatta così e io non ho giudicato mai nessuno».

Come ha saputo della morte di sua madre? «L’ho saputo tre giorni dopo il ritrovamento. Mi ha chiamato la polizia e sono andato all’obitorio per il riconoscimento».

Crede che all’omicidio abbiano preso parte altre persone? «Non so, non saprei».

Adesso cosa si aspetta?

«Che questa persona abbia il massimo della pena, l’ergastolo. Che se ne resti in carcere, ne ha bisogno. E se ci fosse stata la pena di morte mi sarei aspettato anche quella».

Chi le è stato più vicino in questo periodo? «La nonna no, è in una clinica e non sa niente. I miei zii, per fortuna c’erano loro. Poi, anche la polizia. Hanno fatto un ottimo lavoro, sono stati eccezionali sia dal punto di vista professionale che umano. Tutt’oggi mi telefonano per sapere come sto e mi invitano per un caffè».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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