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IL GIORNO DOPO

Strage di Altavilla, i compagni del liceo ricordano Kevin: e si scopre che negli ultimi giorni il ragazzo aveva parlato di demoni

Un mazzo di fiori sul banco un minuto di silenzio per il 16enne ucciso dal padre insieme con il fratellino e la mamma

Di Redazione |

«Insieme a te è volato in cielo un pezzo del nostro cuore, continueremo a vivere con gioia sicuri che un giorno ci ritroveremo. Ciao Kevin». È il testo di un commovente biglietto scritto dai compagni del liceo artistico «Renato Guttuso» dedicato al 16enne Kevin Barreca, ucciso dal padre insieme al fratellino Emanuel di appena 5 anni e alla mamma Antonella Salamone nei giorni scorsi nella loro abitazione ad Altavilla Milicia.

Stamani i compagni di Kevin hanno pure collocato un mazzo di fiori nel laboratorio artistico e osservato un minuto di silenzio. Per ricordare il ragazzo ucciso, il professore Giacomo Sciortino ha realizzato un suo ritratto. Domani intanto, gli studenti del liceo artistico «Renato Guttuso» per disposizione della dirigente scolastica Maria Rita Chisesi, non parteciperanno alla sfilata di Carnevale prevista per le vie della città.

Disperazione

Tra i compagni di classe e di scuola c’è infatti disperazione. In molti stamani non sono riusciti a trattenere le lacrime. La preside Maria Rita Chisesi li ha incontrati per cercare di dare loro un po’ di conforto. Kevin era un ragazzino molto conosciuto nella comunità scolastica. «Kevin si è sempre dimostrato responsabile – ha detto la dirigente scolastica ricordando gli «ottimi risultati nelle materie di indirizzo» del 16enne, che «realizzava anche fuori dall’ambito scolastico delle sculture con molto estro artistico».

Le confidenze

A scuola si è scoperto tra l’altro che Kevin Barreca aveva mandato dei messaggi inquietanti ad alcuni compagni del liceo. Uno degli alunni ha riferito l’ultimo ricevuto il 4 febbraio, pochi giorni prima del delitto che i carabinieri del reparto operativo di Palermo stanno ancora cercando di ricostruire. «Kevin scriveva che il suo fratellino di cinque anni gli diceva che c’erano i demoni in casa – racconta il compagno di scuola -. Demoni che avrebbero ucciso e distrutto la loro famiglia. Mi aveva anche detto anche che erano entrate in casa due persone che, se non sbaglio, venivano chiamate fratelli di Dio». Potrebbe essere la coppia di conviventi fermata questa notte (Sabrina Fina, 42 anni, e Massimo Carandente, 50 anni) con l’accusa di aver partecipato alla strage.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA