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In Austria, il catanese Zuccaro dialoga in “arte” con Orrù e Rausch

Di Grazia Calanna |

Arte, emotività e affinità elettive identificano la mostra accolta da “Container 25”, in Austria (Hattendorf), fino al prossimo 27 agosto, animata dalla sensibilità creativa di Piero Zuccaro, Stefania Orrù e Kevin A. Rausch. La “rassegna” accoglie venti opere pittoriche (di Zuccaro e Orrù) e due video (uno realizzato da Zuccaro, insieme alla coreografa Donatella Capraro, e uno di Rausch realizzato durante un soggiorno in Italia, tra la Sicilia e Napoli, nel 2021), che, a partire dall’ambiente creativo, riflettono la “comunione” di un vivido codice “visivo” che “dissolve” confini culturali (e geografici) e accoglie i beneficiari dentro uno “specchio” meditativo di conoscenza luminosa (e dinamica).

Piero Zuccaro (Catania, 1967), “dona” magici “magneti” parlanti un linguaggio policromo che nella distanza svela nuovi significati, reduce dal successo della personale al Castello Ursino di Catania (culminato con un prezioso momento di interconnessione tra i linguaggi dell’arte, della musica e della spiritualità pensato per la presentazione del catalogo di “Piero Zuccaro. Meditazione Visiva”, mostra a cura di Sergio Troisi, con la video-installazione inedita di Franco Battiato), dipinge su grandi dimensioni restituendo immagini acute, vitali, “con una struttura superficiale ispirata al legame con la natura, che, al contempo, in un atto pittorico emotivo e diretto, trovano la loro espressione nella stretta connessione con la propria fisicità”. Stefania Orrù (Jesi, 1976), afferra l’infinità del possible, lavora come artista dal 1999, ha iniziato la propria attività in Umbria, in una “bottega” medievale e rinascimentale. Utilizza materiali antichi e attinenti tecniche che rielabora costantemente procedendo con una verticalità di sguardo che racconta e incanta. Gestisce uno studio in Umbria e uno a Zafferana Etnea, in Sicilia, amata terra d’adozione.

“La scagliola è la base e allo stesso tempo il punto di partenza di una storia. La storia che si cela dietro l’apparenza superficiale della superficie, importante per l’artista. È la profondità di una storia, un’aura forte che rende il fascino di queste immagini”. Kevin A. Rausch (Carinthia, 1980), affronta temi politici attuali, sconvolgimenti e stati d’animo sociali. Nei suoi dipinti, nelle sue sculture e nei suoi cortometraggi sperimentali i “motivi” oscillano tra apocalisse e utopia, realtà, finzione e visione.

Parliamo della genesi di questa mostra?

«Nasce da un incontro tra artisti, e soprattutto dall’entusiasmo di Katharina e Kevin, incontrati nell’estate del 2021 e sentiti subito vicinissimi nella sensibilità, nel modo di essere presenti alla vitalità dei luoghi, degli incontri. Abbiamo condiviso molti momenti durante quell’estate e c’era la sensazione e il desiderio di una comunione oltre che di uno scambio. Ricordiamo uno dei nostri incontri, a Zafferana, nel giardino della nostra amica pittrice Cetty Previtera: quel pomeriggio Kevin aveva con sé una vecchia telecamera e riprendeva tutto quello che attirava la sua attenzione. C’erano tanti amici artisti riuniti per raccogliere dei dolcissimi gelsi. Kevin filmava le mie mani, interamente ricoperte di succo rosso dei gelsi che sembravano quelle di un chirurgo che avesse appena finito di operare. Riprendeva Piero Zuccaro discutere di arte con Santo Previtera, Giuseppe Puglisi giocare a bigliardino con Alessandro Finocchiaro», racconta Stefania Orrù.

«Nel giardino di Cetty c’era la luce dorata del tramonto, la protezione dell’Etna sullo sfondo, il sapore dolcissimo dei gelsi, e il tempo passava lento, tranquillo e densissimo, come sempre succede in Sicilia, dove spesso accade che ‘nell’aria qualche cosa si fermò’ come cantava Battiato. Siamo immersi in questo incantesimo e non ne abbiamo coscienza, diventa a noi visibile solo quando qualcuno dall’esterno ce lo fa notare. Katharina e Kevin hanno vissuto questo incantesimo, hanno sentito l’energia che aleggia in questo luogo del sud, meraviglioso e dannato, che si rende manifesto a tratti nei nostri lavori pittorici ognuno con il proprio linguaggio e la propria poetica. L’entusiasmo di Katharina e Kevin ha contagiato anche i loro amici austriaci di ‘Container 25’ che generosamente hanno organizzato questo evento immersi nel verde della bellissima Carinzia», conclude Piero Zuccaro.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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