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Il divario tra Nord e Sud continua a crescere: in Sicilia il Pil è di un terzo rispetto a Bolzano

L'Istat e il report Conti economici territoriali. Anni 2020-2022

Di Redazione |

La maggiore crescita e occupazione è nel Nord-est nel 2022, i consumi aumentano di più nel Centro. Mentre continua ad aumentare il divario tra Mezzogiorno e resto del Paese per il Pil procapite. Sono alcuni dei dati del rapporto Istat Conti economici territoriali. Anni 2020-2022.Il Nord-ovest resta la ripartizione con il Pil per abitante più elevato con 40,9mila euro nel 2022 in termini nominali. Seguono il Nord-est, con 39,3mila euro e il Centro, con 35,1mila eur. Il Mezzogiorno si conferma ultimo, con 21,7mila euro e si rafforza ulteriormente il divario con il Centro-nord: la differenza del Pil per abitante nel 2022 sale a 17mila euro dai 16mila euro del 2021 (era 14,5mila euro nel 2020).

Nel 2022 il Pil in volume a livello nazionale è aumentato del 3,7% rispetto all’anno precedente. Il Nord-est mostra la crescita più marcata (+4,3%), sostenuta dalla dinamica particolarmente positiva registrata nei settori del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+11,8% rispetto al 2021, a fronte del +8,8% a livello nazionale) e delle Costruzioni (+10,2%). L’Industria è risultata stabile rispetto al 2021 mentre gli altri settori hanno mostrato una cresciuta più contenuta. Lo rende noto l’Istat. Nel Nord-ovest il Pil è aumentato del 3,1%, circa mezzo punto percentuale al di sotto della media nazionale. In questa ripartizione la crescita è legata alla dinamica positiva del valore aggiunto nei settori delle Costruzioni (+11,5%, a fronte del +10,1 a livello nazionale) e del Commercio (+6,8%). Si registra, invece, una marcata riduzione in Agricoltura (-8,8%) e una flessione nell’Industria (-1,3%).

La crescita al Centro è pari al 4,2%, superiore di circa mezzo punto percentuale rispetto alla media nazionale. Gli incrementi più consistenti si registrano nel Commercio (+9,9%) e nelle Costruzioni (+7,3%). Anche l’Industria, il cui valore aggiunto cresce del 3%, contribuisce in termini positivi, in controtendenza con i risultati registrati nelle altre ripartizioni. Un incremento leggermente inferiore alla media nazionale si registra nel Mezzogiorno, dove il Pil è cresciuto del 3,6% rispetto al 2021, trainato prevalentemente, anche in questa ripartizione, dal settore delle Costruzioni (+10,5%) e del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+8%). Nel 2022, all’espansione dell’attività produttiva si è accompagnata una crescita in volume dei consumi finali delle famiglie del 6,1% a livello nazionale. Incrementi superiori alla media nazionale si sono registrati al Centro e nel Nord-est (rispettivamente +6,8% e +6,3% rispetto al 2021) mentre una dinamica più contenuta si è osservata nel Mezzogiorno (+5,5%).

Nel 2022 il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto del 5,5% a livello nazionale. La crescita è stata più marcata nel Nord-ovest (+5,7%), in linea con la media nazionale al Centro e nel Nord-est, più contenuta nel Mezzogiorno (+5,3%). A livello regionale la crescita del Pil in volume più sostenuta si registra per la Provincia autonoma di Bolzano-Bozen (+7,1% rispetto all’anno precedente), seguita da Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+6%), Toscana (+5,9%), Provincia autonoma di Trento (+5,4%), Liguria (+5,1%) e Puglia (+5%). Incrementi superiori alla media nazionale si registrano anche in Veneto (+4,9%), Campania (+4,5%), Molise (+4,3%) e Friuli Venezia Giulia (+3,8%). La crescita del Pil più contenuta è quella dell’Abruzzo (+0,9% rispetto al 2021), seguito da Umbria (+1,3%), Piemonte e Sicilia (+2,7% per entrambe). Incrementi inferiori alla media nazionale si registrano anche in Lombardia (+2,9%), Calabria e Basilicata (+3,2% per entrambe) e Emilia Romagna (+3,4%). Il Lazio mostra una crescita del Pil pari a quella media nazionale (+3,7%), mentre in Sardegna e Marche l’incremento è leggermente inferiore (+3,5%).

Quanto alla spesa per consumi delle famiglie, gli incrementi in volume più significativi si registrano nella Provincia autonoma di Bolzano-Bozen (+8,4%), in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+7,7%), nella Provincia Autonoma di Trento (+7,6%) e nel Lazio (+7,3%); seguono Toscana (+6,7%), Piemonte (+6,6%) e Emilia-Romagna (+6,4%). Una crescita più contenuta dei consumi finali delle famiglie in volume si riscontra in Umbria (+4,6%), Calabria (+4,7%), Sicilia e Friuli-Venezia Giulia (+5% per entrambe). Sono in linea con la media nazionale (+6,1% rispetto al 2021) le dinamiche osservate in Basilicata, Puglia e Marche; leggermente più contenute quelle registrate in Veneto (+6%), Campania (+5,9%) e Liguria (+5,8%).COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA