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Retail regge nonostante crisi, nel 2023 2.900 nuovi negozi

Confimprese, segnali di positività. Manca il personale

Di Redazione |

MILANO, 21 SET – Un settore che rallenta, sentendo il peso dell’inflazione e della crisi economica, ma che tiene, con il secondo quadrimestre 2023 che ha visto un aumento delle chiusure dell’1%. È uno dei dati emerso durante il Retail Summit organizzato da Confimprese a Milano, dove però viene sottolineato anche come sull’anno in corso stima una crescita netta del numero dei punti vendita di 2.900 unità rispetto al 2022, di cui 1.650 nel II semestre, equamente divisi tra diretti e in franchising. “Nonostante il successo dell’online e sia pure nelle difficoltà che il Paese sta attraversando, il retail da segnali di positività. Le nostre insegne hanno reso più vivi i centri città e i centri commerciali aprendo una media di circa 1000 negozi dal 2019 al 2022. Il 2021 è stato un anno di razionalizzazione per il retail, messo in ginocchio dalla pandemia e dalle chiusure prolungate degli esercizi commerciali, mentre il 2022 si è aperto con una maggiore consapevolezza sulla strategia da seguire per il rafforzamento della rete distributiva. Eventuali rallentamenti nei piani di sviluppo si vedranno nel 2024” ha dichiarato Mario Resca, presidente Confimprese. Come detto, il trend di chiusura di punti vendita si conferma debole nel II semestre 2023. Le cause delle chiusure rimangono legate alla riduzione dei ricavi per 6 aziende su 10, mentre il 40% ha in programma interventi di razionalizzazione della rete distributiva, mentre quelle dettate dall’eccessiva onerosità della location calano di circa il 20% rispetto a quanto registrato nel I semestre 2023. Nei canali di vendita, si conferma la strategia riscontrata nel I semestre 2023 con una predominanza di retailer di abbigliamento-accessori pari al 91% e della ristorazione (80%), mentre le vie dello shopping e i negozi di prossimità sono il canale privilegiato per l’80% degli operatori di altro retail. L’ultimo dato, che preoccupa, è la mancanza di personale che rischia di penalizzare lo sviluppo distributivo, con 3 mila persone che mancano ai negozi.

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