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Attanasio: il padre, molto da fare per raggiungere la verità

'Mancano all'appello gli esecutori materiale dell'omicidio'

Di Redazione |

MILANO, 01 GIU – “Ci sono altre due inchieste aperte per la morte di mio figlio, lasciamo lavorare i magistrati e i nostri Carabinieri del Ros e speriamo che si arrivi presto a una verità certa”. È la speranza di Salvatore Attanasio, padre di Luca, l’ambasciatore italiano ucciso in Congo in un agguato il 22 febbraio del 2021. I genitori di Luca, insieme alla vedova Zakia Seddiki e alle tre figlie, hanno preso parte all’inaugurazione della targa a lui dedicata ai giardini Ravizza, accanto all’Università Bocconi di Milano, dove si era laureato. “Mancano all’appello gli esecutori materiali, così come è da capire la dinamica di quello che è successo, perché non è ancora chiara – ha aggiunto Salvatore -. La ricostruzione che è stata fatta è ancora da verificare”. Per Salvatore Attanasio “c’è ancora molto da fare per raggiungere la verità ma abbiamo fiducia nei Ros e nella magistratura che non molla – ha continuato -. Quello che mi dà forza è la ricerca della verità perché senza verità non c’è giustizia. Credo che finché le autorità competenti tengono alta l’attenzione anche l’opinione pubblica deve essere aggiornata e prendere coscienza che quello che è avvenuto è molto grave. L’omicidio di un ambasciatore in tempo di pace è un evento non solo tragico ma che deve rendere attente tutte le istituzioni per arrivare alla verità”. “Luca era un uomo, un servitore dello stato – ha concluso -, una persona che credeva nei valori della Costituzione”.

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