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Regeni, famiglia, è resa incondizionata

Di Redazione |

ROMA, 14 AGO – La famiglia Regeni esprime la sua “indignazione per le modalita’, la tempistica ed il contenuto della decisione del Governo italiano di rimandare l’ambasciatore al Cairo”. I parenti di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso al Cairo, rilevano come “ad oggi, dopo 18 mesi di lunghi silenzi e anche sanguinari depistaggi, non vi e’ stata nessuna vera svolta nel processo sul sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio”.”La decisione di rimandare ora, nell’obnubilamento di ferragosto, l’ambasciatore in Egitto ha il sapore di una resa confezionata ad arte”. “Solo quando avremo la verità sul perche’ e chi ha ucciso Giulio – continuano – quando ci verranno consegnati, vivi, i suoi torturatori e tutti i loro complici, solo allora l’ambasciatore potrà tornare al Cairo senza calpestare la nostra dignita’”.

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