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L’ex assessore Figuccia: «L’appello dei vescovi siciliani scuota le coscienze»

Di Redazione |

PALERMO  – «Anche la Conferenza episcopale siciliana ha manifestato il disappunto verso i privilegi che il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha finto di non vedere nonostante l’enormità degli stipendi d’oro che non hanno alcuna ragione di essere mantenuti. L’appello alla politica lanciato oggi dai vescovi, nell’anniversario del manifesto di don Luigi Sturzo per i liberi e i forti, deve smuovere le coscienze. Ho contrastato e contrasto chi come Miccichè agisce e si comporta come un privilegiato mostrando indifferenza verso i poveri che soffrono». Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc ed ex assessore della Giunta Musumeci dimessosi proprio per le polemiche seguite alla querelle con Micciché sugli stipendi d’oro all’Ars. Così mentre oggi Micciché chiede ai vescovi di non fare intrusioni in politica, Figuccia manifesta un pensiero opposto.

«Ieri – aggiunge – ho voluto portare in parlamento la lettera di fratel Biagio Conte, mentre Miccichè si divertiva ad ingaggiare una polemica stupida. Oggi mi sento ancor di più sostenuto nella battaglia dalle parole espresse dalla Chiesa siciliana. Continuerò senza sosta a sostenere come la politica debba occuparsi degli ultimi, di chi soffre, di chi non ha reddito e casa. La stessa politica deve dare l’esempio mettendo fine ai privilegi degli stipendi d’oro senza se e senza ma. Mi fa tenerezza chi vuole indossare l’abito dell’arroganza e della superbia, per questo rispondo con parole misericordiose ispirate al bene».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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