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Ragusa, la crociata del consigliere M5s: «Ora basta sponsorizzare la Diocesi»

Di Laura Curella |

“Ho ricevuto tantissime telefonate di solidarietà e di condivisione – dice Gulino – richieste di incontri con associazioni che la pensano come me e che lamentano un silenzio assordante sulla questione. Qualcuno dei Cinque Stelle mi ha chiamato, dicendomi che era d’accordo, ma ufficialmente nessuno si è espresso. Credo che il tentativo sia quello di lasciare che la polemica sgonfi, senza affrontarla. Devo dire che, a parte il Pd, nemmeno le opposizioni si sono espresse. Forse non conviene a nessuno toccare l’argomento”.

Ed al Pd cosa risponde?

“Mi fa sorridere che siano intervenuti loro, che hanno così tanti problemi interni e che, a livello nazionale, dovranno chiarire diversi coinvolgimenti in scandali, romani e non”.

Entrando nel merito della questione, Gulino affonda: “Se facciamo il calcolo di quanto il Comune ha indirizzato alle casse della Diocesi in questi mesi, tra protocolli di intesa vari, stimiamo da dicembre ad oggi 50 mila euro al mese. Credo solo che in un periodo di crisi, coi tagli che il Comune è costretto a fare alle attività scolastiche o ai servizi sociali, sia davvero esagerato. Parlo dei protocolli d’intesa stipulati a dicembre, sulla base della Legge 61/81, per restauri o interventi alle barriere architettoniche. Documenti in cui la parrocchia di turno si impegna a tenere aperte le chiese per la pubblica fruizione del bene monumentale. Ed allora, mi chiedo, perché ancora questi 45 mila euro del protocollo di apertura delle chiese?”.

Il protocollo è stato votato dal Consiglio comunale. Non era quella la sede opportuna per opporsi? Non c’è il tentativo di spostare l’attenzione dalle polemiche che hanno coinvolto l’assessore ai Lavori pubblici?

“Assolutamente nessuna strategia. Il protocollo è stato approvato dall’Aula, è vero, ma non c’è stata data la possibilità di modificare il Piano, era diciamo ‘blindato’. Quindi in quell’occasione ho preferito uscire al momento del voto ed esplicitare così il mio dissenso. Inoltre credo che lo stesso M5s, vedi il caso Roma con la Raggi, ha posto quella dei rapporti col Vaticano tra le problematiche da affrontare”.

Ha utilizzato toni forti, parlando di “pizzo”.

“Avrei potuto scegliere altri termini, tuttavia rimango della mia idea. Anzi, mi piacerebbe incontrare il vescovo di Ragusa, scusandomi se si è sentito offeso dalle mie parole ma cercando di affrontare la questione. Sono certo che nemmeno lui ha contezza di come vengono utilizzati i finanziamenti che il Comune concede. E poi vorrei chiedergli come mai le associazioni, le onlus, più in vista che hanno a che fare con la diocesi sono gestite da ex politici”.

Insomma, Gulino va avanti, rivendicando di essere stato sempre chiaro nelle sue battaglie affrontate. Ricordiamo il Piano farmacie, con l’emendamento (bocciato dalla sua stessa maggioranza) nel quale si chiedeva di inserire un secondo presidio a Marina ed in generale di rimodulare l’ubicazione dei punti in città. “Un piano che adesso è bloccato dai ricorsi. Alla fine nessuna nuova farmacia è ancora aperta ed il Comune dovrà affrontare una battaglia legale”.

Ed ancora, la denuncia sulla festa privata all’Auditorium San Vincenzo Ferreri. “Nessuno alla fine ha pagato, nessun responsabile. Però è stata comminata una sanzione di circa 200 euro per l’incuria dei luoghi”.

Anche in questo caso sarà un nulla di fatto?

“Forse in molti lo sperano, richiederò un accesso agli atti per chiarire le dinamiche dei protocolli con la diocesi e per rivalutare quali sono effettivamente le priorità per i cittadini, visto che siamo in periodo di bilancio. Se i fondi sono ristretti è meglio rifare le strade o sistemare l’orologio di un campanile?”.

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