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In vigore la legge Ue sui servizi digitali, più tutele

Breton, moderare contenuti non è censura. Lega, legge bavaglio

Di Redazione |

ROMA, 24 AGO – Entra in vigore il Digital Service Act, la stretta Ue per fermare gli abusi sui contenuti online e tutelare gli utenti del web. “La protezione dell’infanzia sarà una priorità di applicazione” assieme alla lotta alla disinformazione, sottolinea Thierry Breton, commissario europeo al mercato interno e volto della riforma. Il Dsa “rafforzerà la censura su Internet”, hanno affermato però dalla Lega il capo delegazione al Parlamento europeo Marco Campomenosi e la relatrice ombra Alessandra Basso. “A dispetto di belle intenzioni e nobili scopi, nasconde una vera e propria legge bavaglio Ue”. “La moderazione dei contenuti non significa censura – replica però Breton -. In Europa non ci sarà alcun Ministero della Verità”. Ci sarà invece “trasparenza sui processi degli algoritmi, sui bot e sulle pubblicità mirate”. Le Big Tech non sono troppo grandi per non preoccuparsi di proteggere la libertà di parola, tutelare i cittadini e le democrazie. Attualmente 19 grandi gruppi online con oltre 45 milioni di utenti nell’Ue sono già stati designati in base alla legge: sono 2 motori di ricerca (Bing e Google Search) e 17 piattaforme, con social media (Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, Snapchat, LinkedIn, Pinterest), e-commerce (Alibaba AliExpress, Amazon, Apple, Zalando) o servizi (Google Play, Google Maps e Google Shopping), ma anche Booking, Wikipedia e YouTube. Da domani scatteranno i primi adempimenti, mentre da febbraio la platea coinvolta sarà più ampia.

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