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L'intervento

AnimAzione, slancio all’impegno sociale

È in atto qualcosa d’inedito: Fondazioni d’ispirazione cristiana, Università cattoliche, Scuole di Formazione, Associazioni culturali convergono sulla possibilità di una nuova “amicizia sociale” per il Paese. Nasce così AnimAzione, iniziativa presentata nei giorni scorsi alla Lumsa di Palermo dopo il convegno di Roma e in vista delle prossime tappe di Napoli e di Milano

Di Salvatore Martinez* |

È in atto qualcosa d’inedito: Fondazioni d’ispirazione cristiana, Università cattoliche, Scuole di Formazione, Associazioni culturali convergono sulla possibilità di una nuova “amicizia sociale” per il Paese. Nasce così AnimAzione, iniziativa presentata nei giorni scorsi alla Lumsa di Palermo dopo il convegno di Roma e in vista delle prossime tappe di Napoli e di Milano. AnimAzione riparte dal basso, dalle comunità, dalla soggettività culturale e sociale di tanti corpi intermedi che operano nel segno dell’Umanesimo cristiano, quell’immenso patrimonio che è stato fonte di animazione della nostra vita associata e delle conquiste di civiltà che hanno fatto grande il nostro Occidente europeo, l’Europa oggi attanagliata da una profonda crisi spirituale, che è crisi di fede, di pensiero, di passione, d’impegno civile.

Senso e consenso

AnimAzione urge per ridare “senso e consenso” alla laicità cristiana, la sola che faticosamente sembra resistere nello sfaldamento delle culture proprio della post-modernità e del trans-umanesimo. AnimAzione nasce per “dare un’anima all’azione” e per “rimettere in azione le tante anime” del cattolicesimo italiano nella nostra Europa mediterranea. AnimAzione, soprattutto, mira a un nuovo protagonismo dei giovani, per una vera leadership di servizio adeguata ai tempi e capacitata dinanzi alle inedite sfide del tempo, sempre più siccitoso di ideali e di valori. Come scrisse nel lager nazista, prima di essere giustiziato, il pastore evangelico Dietrich Bonhoeffer, «i cristiani devono tornare all’aria aperta; all’aria aperta del confronto spirituale con il mondo».

Liberi e forti di don Luigi Sturzo

Nel 2019, in occasione del centenario dell’appello ai Liberi e Forti di don Luigi Sturzo, tutte le più importanti istanze del cattolicesimo sociale italiano ed europeo si ritrovarono a Caltagirone, per ripensarsi dentro un nuovo impegno corale, plurale e in dialogo. Papa Francesco volle inviare un autografo prezioso, unico, se si considera che dal rientro dall’esilio di don Sturzo, nel 1946, nessun Papa era tornato a parlare dell’esperienza del popolarismo sturziano. Questa lettera di Francesco, che qui in un passaggio riportiamo, trova in AnimAzione la sua continuità ideale e fattuale: «Vi incoraggio a proseguire su questa strada in nome della cultura dell’incontro e del dialogo… Un impegno creativo e responsabile dei cristiani, chiamati a interpretare i segni dei tempi, per realizzare una prassi sociale e politica animata dalla fede… Penso soprattutto ai giovani, che vanno adeguatamente coinvolti, perché possano portare nuova passione, nuova competenza, nuovo slancio all’impegno sociale e politico».Il tempo che viviamo è in recessione spirituale; assistiamo all’eclissi di “padri” incapaci di generare “figli” dentro quell’eredità meravigliosa e incomparabile che è l’esperienza cristiana del vivere e del servire, della responsabilità per l’altro e della cura del destino di felicità dell’uomo nella sua dignità integrale e trascendente.

Si crede poco e si pensa poco

Oggi si crede poco, perché si pensa poco. «La fede se non è pensata è nulla», scriveva Sant’Agostino. Oggi si socializza poco, perché – direbbe Papa Francesco e con lui, all’unisono, il beato Giuseppe Toniolo, il servo di Dio Luigi Sturzo, Giorgio La Pira – non è più dato «l’amore come vincolo sociale».C’è un grande bisogno di comunità, prima che di partiti e di ambizioni di parte. La gente chiede che siano riformati i principi che reggono la nostra vita associata. La gente è sprofondata nella sfiducia, nella disperazione. L’astensionismo è figlio di una distanza che va riconciliata, di un’indifferenza che va educata, di una protesta che va interiorizzata.Oggi le leadership appaiono tutte disfunzionali, sopravvivono a sé stesse, non sono rigenerate nel primato dell’ordine spirituale che le feconda, che le rende vive e disponibili a stagliarsi sulla mediocrità del tempo corrente e sui vizi sociali. Il tempo reclama leader che sappiano includere e non escludere, che si sentano artefici e responsabili fino al martirio del destino di una comunità, di un popolo, di una cultura, di una fede.

Giovani a raccolta

Noi pensiamo seriamente ai giovani e li stiamo chiamando a raccolta; ne abbiamo tanti, afferenti alle realtà che AnimAzione accoglie. A Roma, i primi 250 – denominatisi “Cuori pensanti” – si sono già incontrati. Altri, con loro, stanno proseguendo nei “cantieri” dei progetti LAB.Ora e Osservatorio.I leader non si improvvisano! Servono tempo, comunità, luoghi che sappiano rigenerarli, riconoscerli, promuoverli, impegnarli. Servono cuori pensanti, intelligenti, educati, formati, generosi, in definitiva “nuovi” per una politica, una democrazia, una società, una cultura nuove.I cristiani non sono mai stati estranei alla storia italiana; ne sono sempre stati protagonisti. Siamo ancora parte di questa storia e vogliamo amare il futuro del Paese con la passione generata nei nostri figli, disponibili a riprendere profeticamente la parola in un orizzonte più grande di speranza e di destino.

*Già primo presidente laico del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, è responsabile di progetti di promozione umana e di animazione spirituale e socialeCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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