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Covid, vaccini agli anziani in Sicilia dal 20 febbraio: «Prenotazioni dalla prossima settimana»

Covid-19

Covid, vaccini agli anziani in Sicilia dal 20 febbraio: «Prenotazioni dalla prossima settimana»

Di Mario Barresi

CATANIA - La Sicilia si rimette in marcia. Dopo gli stop&go dovuti ai ritardi di Pfizer, provando a dimenticare (e a far dimenticare) di essere nel frattempo balzata in testa alla classifica dei furbetti.

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Sui vaccini Ruggero Razza vuole riprendere il ritmo delle prime settimane di somministrazione. Il piano della “fase 2” è sul tavolo dell’assessore alla Salute, dopo un confronto serrato con il dipartimento Attività sanitarie, la cui dirigente, Maria Letizia Di Liberti ha coordinato in questi ultimi due giorni diverse riunioni operative. La proiezione, che nelle prossime ore diventerà un piano scritto da inviare ai vertici di Asp e ospedali siciliani, è quella di poter cominciare a fine mese, fra il 20 e il 22 febbraio, con la somministrazione a una delicata fascia di destinatari: gli ultraottantenni.

Partendo da dati oggettivi incoraggianti: secondo i dati dell’assessorato di ieri sera (e dunque più aggiornati rispetto al portale del ministero della Salute), in Sicilia sono state somministrate 176.056 delle 206.515 consegnate, pari all’85,2%. L’altra cifra rassicurante è che - scremando quei casi (pochissimi, a dire il vero) in cui è stata negata la seconda dose a chi non aveva diritto alla prima - il 71% ha ricevuto il richiamo.

Si parte da questo quadro. Con la distribuzione di Pfizer che sembra essere ripresa con quantità e frequenza più rassicuranti delle ultime settimane (oggi in arrivo il nuovo carico) e con le nuove consegne di Moderna, del cui prodotto lunedì sono arrivate oltre 5mila dosi. Su queste basi l’assessore Razza, confortato dalle rassicurazioni della dirigente Di Liberti, prova a far partire la seconda campagna siciliana prima che nella maggior parte delle altre regioni.

Stavolta, però, il target è più complicato da raggiungere rispetto a quello dei sanitari e degli operatori e ospiti delle Rsa, perché in ballo ci sono oltre 320mila over 80, con caratteristiche ed esigenze molto diverse fra di loro. Anche per questo l’assessorato alla Salute ha già stretto i tempi nell’accordo con Poste Italiane proposto dal commissario nazionale Domenico Arcuri. La Sicilia (assieme ad Abruzzo, Calabria e Marche) è fra le poche regioni ad aver già aderito alla piattaforma informatica delle Poste, grazie alla quale gli anziani potranno prenotare online la vaccinazione, anche usando il Postamat. La piattaforma sarà consegnata alla Regione venerdì.

«L’idea è di partire la prossima settimana con le prenotazioni, ma aspettiamo di avere certezze sulla quantità di vaccini disponibili», ammette Razza. Consapevole che solo una minima parte degli ultraottantenni potrà e saprà usare strumenti informatici e che quindi - come l’assessore ribadirà oggi al ministro Francesco Boccia - urge «un impegno comune su più versanti, in cui ognuno faccia il proprio dovere».

La Regione sta per «potenziare la dotazione di risorse umane del team di vaccinatori», assicurando anche «una riorganizzazione su base territoriale del sistema di somministrazione». Ma tutto potrebbe diventare inutile senza una significata disponibilità di fiale.

Negli scorsi giorni era circolata, anche in ambienti romani, la voce di una potenziale riconversione degli stabilimenti Pfizer di Catania per attivare una linea produttiva che oggi non c’è. Un’idea già svelata dal governo regionale su La Sicilia nelle scorse settimane a cui è seguito anche un pressing di ambienti centristi dell’ex maggioranza giallorossa, con i vertici regionali e nazionali di Femca-Cisl in contatto con Arcuri. Qualche timida speranza che però verrebbe meno a sentire fonti dell’entourage di Razza: da una lunga telefonata fra l’assessore e il direttore commerciale di Pfizer Italia l’ipotesi di coinvolgere il sito etneo sarebbe stata esclusa. Il braccio destro di Nello Musumeci, comunque, continua ad avere un canale diretto con AstraZeneca, coltivato da mesi.

E allora tornano altre ipotesi. Come quella rilanciata, anche a nome di Matteo Salvini, da Fabio Cantarella: «È fondamentale che la Regione Siciliana chieda alle autorità regolatorie nazionali di acquisire il vaccino russo per dare una svolta alla campagna vaccinale nell’Isola», è la richiesta esplicitamente rivolta a Razza, dal quale il componente catanese della segreteria nazionale della Lega si aspetta che «prenda una posizione analoga al suo collega del Lazio che pubblicamente ha chiesto di agire rapidamente sull'approvazione e l’acquisizione del vaccino messo a punto in Russia». Si dà il caso che è stato proprio l’assessore siciliano, in un recente vertice col ministro Roberto Speranza, a chiedere al governo di rivolgersi sui mercati extra-Ue, compreso quello della Cina. E oggi, nel confronto Stato-Regioni, il tema sarà riproposto. Anche dalla Sicilia. Con sempre maggiore urgenza.

Twitter: @MarioBarresi

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