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Il personaggio

Maricetta Lombardo, la signora siciliana del suono

Agrigentina, ha vinto il David per “Io Capitano” di Garrone «Un film straordinario, siamo diventati un po’ tutti migranti»

Di Lorenzo Rosso |

Il cinema nasce muto ma dal 1927 il suono ne ha cambiato la vita. Per il miglior suono in presa diretta, il David di Donatello 2024 è andato all’ingegnera Maricetta Lombardo per il film “Io capitano” di Matteo Garrone, regista che l’ha sempre voluta al suo fianco. L’agrigentina Lombardo ha trionfato ancora una volta portando a casa un’altra di quelle statuette, grazie all’opera d’indiscusso valore di Garrone che si è aggiudicata i riconoscimenti come miglior film e migliore regia.

La regina del suono

Maricetta Lombardo si è imposta in una categoria tecnica molto importante, quella del suono in presa diretta dove tra l’altro è stata una delle prime donne ad occupare un ruolo che fino a qualche tempo fa era appannaggio degli uomini. Per lei si tratta del terzo David di Donatello su 7 candidature totali; aveva già vinto il prestigioso riconoscimento sia per “Gomorra” che per “Dogman”, film sempre diretti da Matteo Garrone. «Io capitano è stato un film straordinario ed è stato bello farlo – dice – Abbiamo fatto un viaggio meraviglioso e siamo diventati un po’ tutti dei migranti». “Io capitano” racconta l’odissea di due sedicenni senegalesi, due cugini con il sogno di diventare musicisti in Europa. All’insaputa delle loro famiglie tentano il viaggio verso l’Italia, uno dei tanti “viaggi della speranza”. Sarà un percorso drammatico e violento, attraverso il deserto del Niger, le carceri libiche, lo sfruttamento del lavoro fino alla traversata in mare che trasformerà l’adolescente Seydou nel “capitano” che il titolo del film suggerisce.

Chi è Maricetta

Maricetta, orgoglio agrigentino, racconta di aver frequenta l’Accademia di Belle Arti specializzandosi in Scenografia, e negli Anni Novanta di aver seguito un corso di formazione teatrale e cinematografico organizzato da Andrea Camilleri. Poi il trasferimento a Roma dove studia “Suono” al Centro Sperimentale di Cinematografia e si perfeziona, così, nella presa diretta. Conseguito il titolo, diventa assistente di corso dei docenti, e nel 1998 incontra i primi registi con cui collabora, diventando sodale coi lavori di Matteo Garrone. L’ingegnera del suono ha lavorato tra gli altri con Martone, Comencini, Sollima e Scimeca collaborando alle maggiori serie italiane degli ultimi tempi fino a diventare oggi una delle più importanti e famose professioniste del suono in Italia.Tra i premi vinti, il Nastro d’argento 2018 per il film “L’intrusa” di Leonardo Di Costanzo, Nastro d’argento 2018 per il film “Dogman” di Matteo Garrone, Nastro d’argento 2015 per il film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, David di Donatello 2009 per il film “Gomorra” di Matteo Garrone, Nastro d’argento 2009 per il film “Gomorra” sempre di Matteo Garrone.

«L’ingegnere del suono – racconta Maricetta – si occupa della parte sonora di quanto avviene sul set, di tutti i suoni: battute ma anche rumori. È un lavoro difficile, perché richiede una grande tempra fisica (stiamo sul set una media di dieci ore al giorno) e psicologica (ci vuole una concentrazione immensa per fare questo lavoro). Sul set il mio braccio destro è il microfonista. Con me c’è poi un team che si occupa della post produzione. Il mio – conclude la Lombardo – è un ruolo quasi prettamente maschile; credo di essere stata la prima donna italiana a fare questo lavoro».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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