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Ragusa, il passo indietro di Piccitto: «Non intendo ricandidarmi»

Sarà Iannucci a scendere in campo alle prossime amministrative

Ragusa, il passo indietro di Piccitto: «Non intendo ricandidarmi»

L’eletto alle amministrative del 2013 con oltre il 70 per cento delle preferenze ha sciolto ogni riserva, palesando le proprie intenzioni per il futuro. Il sindaco di Ragusa ha comunicato la scelta agli eletti a Palazzo dell’Aquila ieri in mattinata, nel corso di una riunione presso l’ente di corso Italia. Confronto tra i Cinque stelle che è proseguito anche nel pomeriggio, terminando poco dopo le 19.

Il sindaco ibleo terminerà il mandato la prossima primavera per poi, sembra la sua scelta definitiva al momento, distaccarsi dalla carriera politica vissuta in prima linea, magari seguendo l’esempio del deputato romano Alessandro Di Battista. Nessuna “promozione” in ottica nazionale? L’opportunità pare non essere di interesse per Federico Piccitto, probabilmente più propenso a concedersi un periodo di riflessione dopo una sindacatura che inevitabilmente verrà ricordata anche per i difficili equilibrismi a causa di una maggioranza consiliare traballante ed a tratti poco coesa.

Eppure da tempo a Palazzo dell’Aquila si vociferava di pareri richiesti in merito alla tempistica necessaria alla possibilità di candidarsi o meno da parte del primo cittadino alle prossime consultazioni nazionali. Non unanime tuttavia la risposta. Secondo alcuni Piccitto sarebbe potuto essere in lista solo se le Camere venissero sciolte anticipatamente.

Altro importante quesito: chi sarà il candidato sindaco del Movimento cinque stelle alle amministrative della prossima primavera? Considerando le tante volte in cui Piccitto ha sottolineato l’importanza del progetto politico per il Movimento cinque stelle da portare avanti in continuità, la scelta potrebbe ricadere sul vice sindaco, Massimo Iannucci. Opzione che metterebbe fuori dai radar politici la strada che portava al presidente del Consiglio comunale Antonio Tringali o a qualche outsider.

Ci sarà tempo, tuttavia, per capire con quale metodo i pentastellati ragusani vorranno o potranno decidere il prossimo candidato sindaco. Verrebbe digerita da tutti una imposizione dall’alto oppure le varie anime dei Cinque stelle pretenderanno altri metodi e magari una consultazione online tra gli iscritti alla piattaforma? In tutto questo, che peso politico avrà il neo onorevole Stefania Campo? Ed ancora, la squadra che è stata a fianco di Piccitto in questi anni, ed in particolare l’assessore al Bilancio Stefano Martorana, che farà? Nei Cinque stelle a Ragusa, tra primo, secondo o terzo meetup, i giochi sembrano appena iniziati e lo scacchiere, in vista delle consultazioni nazionali prima e cittadine poi, è ancora tutto da preparare.

La notizia della mancata ricandidatura del sindaco Federico Piccitto irrompe in uno scenario politico ragusano decisamente «fluido». Se da un lato il Partito democratico ed il movimento Territorio di Nello Dipasquale sembrano rimanere gli unici protagonisti delle primarie del centro sinistra (ancora nessuna risposta - principalmente da Giorgio Massari - all’ultimatum lanciato dal candidato sindaco Peppe Calabrese: presentazione di eventuali altri candidature entro il 12 gennaio, entro il 28 dello stesso mese le primarie) dall’altro il centrodestra vede un rifiorire di movimenti politici e liste civiche che potrebbero compattarsi, in extremis, per tentare la vittoria delle elezioni cittadine.

Il patto federativo fino ad oggi apparenta solo il movimento di Nello Musumeci, Diventerà bellissima, e quello di Giovanni Occhipinti, Insieme. Rimanendo nell’ambito del centro destra, come in un braccio di ferro a distanza, ieri pomeriggio durante il partecipato meeting “La forza del popolo”, la consigliera comunale Sonia Migliore ha palesato una mini-coalizione composta da Lab 2.0, Ragusa in Movimento e altre tre sigle che verosimilmente si tramuteranno in liste civiche. Prova di forza alla quale si potrebbe iscrivere anche l’ex presidente del consiglio comunale, Giovanni Iacono, padrino politico di Liberi Cittadini ma ufficialmente ancora il leader del movimento Partecipiamo.

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