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La confessione di Paolo Cugno: «Ho ucciso Laura in un raptus di gelosia»

La folla ha inveito contro il giovane che ha confessato di avere ucciso la compagna di venti anni all'uscita della caserma dei carabinieri di Canicattini Bagni. Almeno sei le coltellate inferte

La confessione di Paolo Cugno: «Ho ucciso Laura in un raptus di gelosia»

“Sei un assassino!”, “Devi marcire in carcere”. “Hai ammazzato una ragazza, maledetto”. Sono solo alcune delle grida rivolte nel cuore della notte dalla folla a Paolo Cugno, il giovane che ha confessato di avere ucciso a coltellate Laura Petrolito, di Canicattini Bagni.

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L’uomo è stato trasferito nella notte dalla caserma dei Carabinieri al carcere dove è rinchiuso con l’accusa di omicidio. Cugno, dopo un lungo interrogatorio, nella tarda serata di ieri alla fine è crollato e ha confessato di avere accoltellato la sua compagna dopo l’ennesima lite e di avere poi gettato il suo corpo in un pozzo artesiano nella campagna di famiglia. Il giovane ha raccontato agli inquirenti quanto accaduto nella serata di sabato. Avrebbe detto ai Carabinieri di avere agito in un "raptus di gelosia".

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Secondo il medico legale Francesco Coco, che ha eseguito la prima ispezione cadaverica, Paolo Cugno avrebbe inferto alla compagna "almeno 6 coltellate", al collo e al petto, e avrebbe poi cercato di nascondere il corpo.

Agli inquirenti, ieri sera, avrebbe svelato anche il luogo in cui ha nascosto l’arma. L’assassino, in passato, avrebbe anche minacciato un uomo con una motosega.

L'autopsia sul cadavere di Laura Petrolito verrà eseguita domani mattina. Già ieri il medico legale ha eseguito un primo esame ma l’autopsia verrà eseguita solo domani mattina, come ha confermato il professionista prima di lasciare l'Istituto di Medicina legale.

Paolo Cugno è crollato dopo un lungo interrogatorio nella tarda serata di ieri. Il giovane, che è anche il padre del bimbo di 8 mesi, avuto dalla vittima, ha confessato l’omicidio nella caserma dei carabinieri, indicando anche il luogo in cui aveva gettato il coltello usato per il delitto. A lanciare l’allarme sulla sparizione della ragazza, che aveva anche un altro figlio di 3 anni e mezzo avuto da una precedente relazione, era stato il padre della donna, nella tarda serata di sabato, quando sono iniziate le ricerche di forze dell’ordine e volontari. Ieri la macabra scoperta. Il corpo della ragazza era rimasto incastrato in un pozzo artesiano. L’uomo è stato trasferito in carcere.

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