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Parma: ex sindaco Vignali, 'assolto dopo 10 anni, amarezza ma passione per politica resta'

Di Redazione

Roma, 3 dic. Era stata chiamata 'Dirigentopoli', l'inchiesta che nel 2010 travolse l'allora sindaco di Parma, Pietro Vignali. L'accusa era quella di 18 assunzioni clientelari in Comune per un presunto danno erariale di 3 milioni di euro. L'estate scorsa, dopo ben 10 anni, l'assoluzione: la Procura ha chiesto l'archiviazione per "errori investigativi". E' stato anche disposto un risarcimento proprio per la durata "irragionevole" del procedimento. "Mi hanno risarcito per 5mila e 300 euro", dice Vignali all'Adnkronos.

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Cinquemila euro per 10 anni di processo? "Non ne faccio una questione di soldi. Al di là della cifra quello che conta è che è stato sancito un principio. Almeno è stato ammesso il danno nei miei confronti, sia personale che politico, tenuto conto della funzione che svolgevo, ero sindaco della città, e per l'ampio clamore mediatico della vicenda. Provo sollievo per questo, ma certo l'amarezza resta".

Come ha vissuto quegli anni sotto inchiesta? "Io ho continuato a svolgere la mia professione, sono laureato in economia, non sono un politico di professione ma certo ho vissuto per 10 anni in un condizione di sospensione. E anche in Comune all'inizio tutto venne paralizzato. Anche perché quei 18 dirigenti che avevamo assunto non sapevamo più se erano legittimati o meno a firmare gli atti. Anche atti di entità rilevante". Perché decise di assumerli? "Perché volevamo immettere nell'amministrazione comunale competenze importanti che venivano anche dal privato, assunzioni a tempo determinato con criterio meritocratico. La finalità era positiva. E invece con 'Dirigentopoli' sembrò che io avessi assunto miei parenti...".

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